Nella sede di Apindustria pronto l’hub vaccinale per le imprese

Il piano Confapi illustrato da Casasco e Cordua piace alla ministra Gelmini: ieri la visita con i complimenti
Vaccino - Foto Gabriele Strada /Neg © www.giornaledibrescia.it
Vaccino - Foto Gabriele Strada /Neg © www.giornaledibrescia.it
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Dalla vaccinazione dipende la ripresa dell’Italia e le piccole e medie imprese sono pronte a fare la loro parte per centrare, nel più breve tempo possibile, l’obiettivo. Questa la ferma convinzione del presidente di Confapi (e da pochi giorni alla guida del Cea-Pme, confederazione delle pmi europee) Maurizio Casasco, che per primo aveva lanciato l’idea della vaccinazione dei lavoratori in azienda.

Il tema è stato oggetto di un incontro, ieri in Apindustria Brescia, con la Ministra per gli Affari Regionali e le Autonomie, Mariastella Gelmini. Il piano Confapi è molto articolato e prevede la creazioni di hub vaccinali in tutte le territoriali dell’associazione, a servizio di quelle aziende che non hanno locali idonei alla vaccinazione.

«Garantire un’azienda "Covid Free" significa salute per i lavoratori, mantenimento del posto di lavoro, certezze di consegna delle commesse ai clienti italiani ed esteri: tutto questo si traduce in Pil e ripresa - spiega Casasco -. Per uscire dalla pandemia è necessaria una circolarità virtuosa tra stato e aziende. Il piano elaborato da Confapi va ad alleggerire il sistema sanitario nazionale, partecipando ai costi».

Casasco pensa al dopo: «Dobbiamo uscire il prima possibile da questa situazione. Il mondo si va trasformando velocemente: robotica, sensoristica, intelligenza artificale. È tempo di pensare alla ripartenza» Brescia fa da apripista. Il progetto - che ha ricevuto il plauso del ministro Gelmini - parte proprio da Brescia. Nella sede di via Lippi in città si lavora da giorni per approntare l’hub vaccinale nella sala convegni dell’associazione inutilizzata per il Covid. La struttura sarà pronta mercoledì, dotata di celle frigorifere, lavandini e tutta l’attrezzatura necesssaria. «Abbiamo stimolato la base associativa - spiega presidente di Apindustria Brescia, Pierluigi Cordua - per aderire al progetto sperimentale della Regione Lombardia per la vaccinazione nei luoghi di lavoro utilizzando i medici del lavoro già presenti in azienda. Al protocollo regionale hanno aderito ben 81 aziende bresciane che possono usuifruire del medico del lavoro ed hanno locali adatti».

Stuttura a costo zero. La stuttura di via Lippi va a supporto di quelle piccole e micro aziende che non hanno locali idonei alla vaccinazione, anche se al momento mancano i vaccini. «Il centro vaccinale di Apindustria è pronto, non è costato nulla all’associazione perchè realizzato col sostegno dei soci, potrà essere operativo da subito nel momento i cui saranno disponibili le dosi - chiosa Cordua -. Il progetto non esclude la nostra partecipazione al tavolo guidato dalla Prefettura dove stiamo contribuendo attivamente al progetto di un unico grande hub alla fiera di Brescia destinato anche alle imprese».

«Dobbiamo unirci agli sforzi del sistema sanitario - conclude Cordua -, con l’obiettivo di offrire quante più opzioni per accelerare il processo di immunizzazione di massa.Combattiamo un nemico invisibile che tanto ha minato nell'ultimo anno il benessere della popolazione e la produttività delle nostre imprese». Al vertice di ieri in Apindustria era presente anche l’assessore regionale Alessandro Mattinzoli: «Se il primo tema è quello di uscire dall'emergenza sanitaria - ha detto - è altrettanto vero che dobbiamo farci trovare pronti alla ripartenza e quindi il mondo della piccola e media industria, che rappresenta il vero motore dell'economia, avrà un ruolo centrale nel tornare ad essere competitivi sfruttando tutte le opportunità che il Governo metterà a disposizione».

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