Nel 2021 sono stati 59 i decessi in incidenti stradali a Brescia

Tre in più rispetto al 2020 ma comunque 20 meno del 2019. In provincia persiste ancora l’effetto lockdown
Un'incidente sulle strade bresciane - © www.giornaledibrescia.it
Un'incidente sulle strade bresciane - © www.giornaledibrescia.it
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È una magra consolazione ma anche nel 2021 sulla mortalità stradale nella nostra provincia si è registrato l’effetto pandemia con decessi in calo legati anche alle restrizioni che si sono via via succedute nei mesi e che, limitando le opportunità di spostarsi, hanno inevitabilmente anche ridotto il numero di sinistri e di decessi legati ad essi.

Quella che abbiamo comunque registrato nell’anno che ci siamo appena lasciati alle spalle resta una contabilità pesantissima in cui ad ogni numero corrisponde un nome, un volto, una storia finita all’improvviso sulla strada.

Grazie alla raccolta di dati fatta dalla nostra redazione possiamo dire che la fascia oraria in cui si registra il maggior numero di decessi è quella della mattina, con 24 persone decedute tra le 6 e le 12. Un dato influenzato anche dal fatto che, per tutta la prima parte dell’anno, gli spostamenti sono stati consentiti quasi solo per ragioni di lavoro e, principalmente al mattino.

Numeri significativi anche la sera, con 14 decessi tra le 19 e le 22 e altri 10 nel corso dell’intera notte e fino all’alba mentre sono dieci i decessi nella fascia del pomeriggio. Per quello che riguarda invece le età delle vittime sono gli adulti, anche in questo caso impegnati principalmente in attività lavorative, dato che quasi la metà delle vittime, 27, ha tra i 31 e i 55 anni mentre sono stati 14 i decessi sotto i 30 anni e 25 quelli oltre i 56 anni.

Per quello che riguarda la tipologia dei mezzi, e quindi anche la tutela degli utenti deboli, sono per fortuna molto più bassi del passato i numeri che riguardano le vittime della strada tra ciclisti (1) e pedoni (6) segno che qualche passo avanti nella cultura della sicurezza stradale è stato fatto. La maggior parte dei decessi è avvenuta a bordo di auto, complessivamente 33, mentre sono state 14 le moto, che si confermano il mezzo più pericoloso in rapporto al numero di mezzi in circolazione, seguito però da camion e furgoni, 12 decessi nel 2021, anche in questo caso legati agli spostamenti per questioni di lavoro e alla crescita della logistica.

Nella statistica dell’anno che ci siamo lasciati alle spalle è necessario anche contare anche alcuni bresciani, sette, che sono morti in incidenti stradali accaduti fuori dalla provincia e che, per come gli incidenti che li hanno coinvolti si sono svolti, hanno lasciato un segno profondo.

In particolare citiamo il caso di Danilo e Chiara Ghitti, padre e figlia di 55 e 26 anni, morti mentre erano insieme in moto nel Cremonese l’8 maggio, oppure il terribile incidente in cui il 3 giugno, nel tratto di raccordo autostradale che collega la A21 e la A1, in territorio di Piacenza, hanno perso la vita cinque operai di una ditta di Corte Franca, quattro bresciani e un bergamasco. Maurizio Signoroni, Hassan Saddiki, Bruno Bracchi e Simone Abeni sono morti quando il furgone su cui viaggiavano ha tamponato un camion.

Restando alla cronaca recente, lo scorso 18 dicembre, padre e figlio di origini ghanesi residenti a Rudiano sono morti finendo in una roggia con l’auto a Orzinuovi: il ragazzo aveva solo 13 anni e il padre 51. Quella sera c’era una fitta nebbia. Terribile anche il destino della 15enne Larissa David, morta in ospedale dopo essere stata urtata da un camion mentre andava a scuola.

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