Brescia e Hinterland

Mondinelli a caccia della «Dea del Turchese»

Il Gnaro ha risposto, di nuovo. È il richiamo della montagna, dell'assoluto, una calamita che ti trascina in vetta, magnetica, irresistibile. Dopo aver scalato l'Everest a primavera dalla parte nord, Mondinelli è tornato in questi giorni in Himalaya. Vuole il Cho-Oyu, la sesta montagna più alta della terra, uno spuntone di pietra e ghiaccio che sale in cielo fino a quota 8.201 metri.

Il Gnaro ha risposto, di nuovo. È il richiamo della montagna, dell'assoluto, una calamita che ti trascina in vetta, magnetica, irresistibile. Dopo aver scalato l'Everest a primavera dalla parte nord, Mondinelli è tornato in questi giorni in Himalaya. Vuole il Cho-Oyu, la sesta montagna più alta della terra, uno spuntone di pietra e ghiaccio che sale in cielo fino a quota 8.201 metri.

Montagna di una bellezza sconvolgente, chiamata anche «Dea del Turchese». Il Gnaro, 52 anni lo scorso giugno, la conosce benissimo. «A memoria, potrei dire. Ci sono già stato due volte e tutte e due sono salito in cima - ha detto al sito Montagnatv -. Speriamo che valga il detto del non c'è due senza tre».

Dopo 16 ottomila, tutti senza ossigeno, Silvio così torna in quota, sul suo amato Himalaya, stavolta al confine fra Cina e Nepal. Nel gruppo anche alcuni suoi ex allievi dell'High Mountain University, la scuola d'alta quota da lui fondata ad Alagna Valsesia.
 

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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