Il giorno dopo è un brutto giorno. Mompiano prende a calci i candelotti dei lacrimogeni esausti abbandonati sull’asfalto. Riflette a freddo su ciò che gli ha tolto il sonno. L’unica spiegazione che il quartiere sembra in grado di darsi è anche la peggiore. «È tutto talmente assurdo - dice un residente che di partite ne ha viste e subite a proposito dei tafferugli di giovedì notte - da sembrare studiato a tavolino».
Scene da guerriglia
Negli occhi di residenti, dei commercianti, dei ristoratori, terrorizzati ed impotenti davanti a scene di guerriglia urbana che parevano sepolte sotto una pila così di almanacchi del calcio, dodici ore dopo ci sono ancora le scie dei lacrimogeni di Polizia che attraversano in un lampo ad altezza uomo via Dello Stadio. Ma anche le immagini dei tifosi che, con il passamontagna calato sul volto spaccano panchine di marmo, divellono plateatici, lanciano sedie delle pizzerie, scagliano pietre e menano bastoni di bandiere e grossi rami d’albero. Nelle orecchie rimbombano botti e minacce: «Se non la smetti di filmare, ti ammazzo» si è sentita dire la cliente di un ristorante all’ombra della curva sud. È qui che poco dopo il gol di Meroni si sono registrate le scene peggiori.




