Adesso è ufficiale: i medici di medicina generale e i pediatri di libera scelta possono rimanere in servizio fino a 72 anni. La novità, approvata dalle Commissioni riunite Affari costituzionali e Bilancio del Senato durante i lavori sugli emendamenti al decreto milleproroghe, solo nel Bresciano interessa un centinaio tra medici e pediatri che da ora alla fine del 2025 compiranno settant’anni. Età in cui, prima del provvedimento, scattava il pensionamento obbligatorio. Se si considera - parliamo dei medici di famiglia - che ciascuno di loro ha mediamente 1.500 assistiti, se almeno il 10% di loro accettasse di posticipare la pensione, per almeno quindicimila bresciani sarebbe salva l’assistenza primaria.
Cosa dice la norma
La norma recita: «Al fine di far fronte alle esigenze del Servizio sanitario e garantire i Lea (livelli essenziali di assistenza), in assenza di offerta di personale medico convenzionato collocabile, le aziende del Servizio sanitario fino al 31 dicembre 2026 possono trattenere in servizio, a richiesta degli interessati, il personale medico convenzionato, in deroga ai limiti previsti dalle disposizioni vigenti per il collocamento in quiescenza, fino al compimento del settantaduesimo anno di età».



