Brescia e Hinterland

«Mazzate al vetro per rubare nella mia edicola, qui ho paura»

Lo sfogo di Valenhka De Remigis dopo un furto e la rapina del 2020 in una zona centrale di Brescia: «Piazzale Cremona non è più sicuro»
L’edicolante del chiosco di piazzale Cremona
L’edicolante del chiosco di piazzale Cremona

«Un anno fa la rapina, ora un furto con tanto di danni: io ho paura». Nascosta da una montagna di riviste, libri e caramelle gommose, Valenhka De Remigis ci racconta quanto sia diventato difficile per lei gestire il chiosco dei giornali di piazzale Cremona, a Brescia 

«Sono qui da dieci anni», spiega la donna. Estate e inverno, sette giorni su sette, osservando uno scorcio della città «che è cambiato nel tempo, diventando sempre più pericoloso: nell’ottobre del 2020 sono stata rapinata, la notte tra lunedì e martedì qualcuno è entrato in edicola per rubare. E, come se non bastasse, di frequente mi capita di assistere a episodi di spaccio e di vedere persone che bivaccano e dormono davanti alla Procura dei Minorenni: la situazione, insomma, è diventata inaccettabile».

Gli episodi che hanno segnato l’edicolante sono due. Il secondo risale a pochi giorni fa: «Ignoti - racconta - sono entrati sfondando il vetro con una mazza, hanno messo i piedi sulle riviste e sono andati dietro il bancone per arraffare gratta&vinci, biglietti dei mezzi pubblici, zaini della scuola e cuffie per ascoltare la musica, quelle che vanno di moda di questi tempi». A scoprire il furto è stata lei stessa, martedì mattina: «Che rabbia, che amarezza - dice -. Ho denunciato l’accaduto ai carabinieri e ho scritto una lettera al sindaco Emilio Del Bono. Non voglio scatenare polemiche, ciò che chiedo è soltanto un aiuto affinché la zona torni a essere sicura».

Questo episodio è stato preceduto un anno fa da una rapina: «Erano le 19 e stavo chiudendo per tornare a Lograto, dove abito, quando tre uomini a viso coperto si sono avvicinati. Volevano lo zaino con i soldi e i gratta&vinci. Io ho cercato di opporre resistenza e ho riportato alcune ferite». Lo spavento ha lasciato conseguenze che il tempo fatica a cancellare: «Dopo quella rapina mi sono affidata a un servizio di vigilanza: ora, ogni sera, chiudo l’edicola insieme a una guardia privata».

Secondo la donna «la situazione nella zona è peggiorata negli ultimi due anni e mezzo: i problemi sono iniziati prima che scoppiasse la pandemia. Se lo racconto sembra incredibile, ma è davvero così: qui siamo in centro storico, a due passi dal Tribunale e dalla Procura dei Minorenni. Ci sono parcheggi, ristoranti, gelaterie, negozi e, ora, pure un albergo sempre pieno. Eppure, ribadisco, vedo davanti a me degli spacciatori e persone poco raccomandabili che qui fanno di tutto».

Ora Valenhka De Remigis spera che i controlli vengano intensificati e che, grazie alle telecamere di videosorveglianza, i carabinieri riescano a risalire agli autori del gesto che le è costato 2.500 euro. Nel frattempo «installerò un allarme e acquisterò una serranda da collocare davanti alla vetrata. Del resto ho troppa paura».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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