Brescia e Hinterland

Maxi inchiesta Leonessa: «La mafia non c’entra»

Associazione «semplice» per compiere la frode milionaria: al Tribunale di Brescia condanne per 61 anni e mezzo
Pierpaolo Prati

Pierpaolo Prati

Giornalista

Undici condanne per associazione per delinquere - © www.giornaledibrescia.it
Undici condanne per associazione per delinquere - © www.giornaledibrescia.it

La mafia non c’è. La frode sì e pure in misura pesantissima. Tanto pesante quanto le condanne che attorno alle 18 di ieri i giudici della prima sezione penale (presidente Maria Chiara Minazzato) hanno inflitto a Rosario Marchese e ad altri dieci imputati a processo per associazione per delinquere di stampo mafioso finalizzata alle indebite compensazioni fiscali.

Questo l’esito, parziale, della maxi inchiesta «Leonessa», indagine che aveva acceso i riflettori sui rapporti tra imprenditori della nostra provincia e uomini in odore - stando alla prospettazione della Dda di Brescia - di criminalità organizzata, vicini in particolare alla mafia gelese.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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