«Non faccia il mio nome, il mio caso è uguale a quello di tanti altri. Siamo esonerati dal vaccino, come documenta il certificato che ci è stato rilasciato. Ma senza green pass digitale e QrCode da scansionare, tante porte restano chiuse, e chi controlla e non conosce le regole non si fida. E rischiamo di avere problemi anche sul lavoro». La segnalazione arriva dalla Bassa.
Dall’altro capo del telefono tante ragioni. Il Ministero aveva promesso in estate l’arrivo di un certificato digitale anche per gli esonerati, ma per ora nulla di fatto. E chi è esente dal vaccino per motivi di salute (circa 6-700 nel Bresciano) e i «non idonei temporanei» (circa 6mila a ottobre, quando entrò il vigore l’obbligo del green pass sul posto di lavoro) vivono un’odissea. Non si tratta di «no vax» o «no green pass» restii a ricevere il farmaco, ma di persone che per motivi di salute non possono essere vaccinati. E per i quali la campagna di immunizzazione prevede precise eccezioni.




