La segnalazione era partita dalla scuola. Le condizioni allarmanti di un adolescente confermate poi da un medico. Ora ci sono tre famiglie coinvolte - due direttamente e una indirettamente - e un ragazzino affidato ad una comunità. I genitori sono lontani, i nonni, mai realmente integratisi, hanno per un periodo lasciato anche loro l’Italia, dove vivono invece ancora gli zii cresciuti nel Bresciano. Tutti sono stati dichiarati incapaci di crescere il minore.
A processo
Si parla di «stato di denutrizione», di «magrezza generalizzata» e di «inadeguata crescita muscolare» negli atti dell’inchiesta a carico dei nonni e degli zii materni di un 14enne di origini marocchine. A loro era stato affidato, in virtù del legame di parentela il nipote, dopo l’espulsione dal territorio italiano del padre e la decisione della madre di seguire il marito in Marocco. La scelta della donna di lasciare in Italia il ragazzino era sostenuta dall’idea che il 14enne avrebbe avuto un futuro migliore nel Bresciano piuttosto che nel Paese d’origine della famiglia. I parenti, dopo la segnalazione degli insegnanti del giovane, sono stati denunciati e a maggio per loro inizierà il processo.




