Oltre che a se stesso, Luigi Di Maio un regalo lo ha fatto anche al vecchio compagno di governo: Matteo Salvini. Con la scissione che ha fatto nascere «Insieme per il futuro», assottigliando i gruppi parlamentari dei Cinquestelle, infatti, la Lega era diventata la prima forza parlamentare. Creando peraltro un assoluto inedito (e un paradosso) nella storia del Carroccio, in un periodo che - stando ai dati di Amministrative e sondaggi - vede il partito di Salvini in calo.
Certo, questa leadership parlamentare è durata ben poco (il resto, cultimato con la fine del governo Draghi, è storia) ma parte da qui il Movimento 5 stelle per lanciare un messaggio prima di tutto ai Dem: «Non procedere con l’alleanza tra M5s e Pd significa arrendersi a cinque anni di destra, con un governo capitanato da Giorgia Meloni e con tre quarti del parlamento composto da FdI, Lega e Forza Italia. Se Enrico Letta non cambierà idea e non tornerà sui suoi passi, consegnerà il Paese nelle mani del centrodestra e sarà sua responsabilità».




