Tra le tante persone che hanno partecipato ieri all’inaugurazione del Brolo di Sant’Anna, l’orto solidale realizzato in un’area comunale in via Arimanno nel quartiere Chiusure, c’erano anche i trentacinque volontari (per lo più donne) che oltre all’entusiasmo ci hanno messo grinta, muscoli e sudore per dissodare, rastrellare, seminare e piantare le diverse specie di verdura e di frutta che caratterizzano l’orto che è anche un giardino e un frutteto.
Daniela e Simona, tra le primissime che hanno risposto alla «chiamata» dell’Auser Oltremella e del Punto comunità Chiusure spiegano: «È faticoso, ma dà tante soddisfazioni. Fondamentale è la presenza dell’agronomo Stival. Ma è davvero bello - concludono - condividere un progetto così importante». I prodotti dell’orto - peraltro coltivato anche da persone fragili seguite dal Dipartimento di salute mentale dell’Asst Spedali Civili - saranno infatti donati alle famiglie bisognose seguite dalla Caritas zonale.
Non solo insalata
Emozionati i promotori dell’iniziativa, unica nel suo genere in Italia: Marcello Scutra, Mauro Pedroni, Ettore Gosio e proprio l’esperto Ocildo Stival che ha illustrato la filosofia del Brolo, mutuata da Agostino Gallo ma resa attuale grazie alla parola «solidale» che lo caratterizza.
Pian piano e seguendo il normale ritmo delle stagioni i seimila metri quadrati di proprietà comunale affidati alla rete di associazioni sta cambiando aspetto: è stato piantato un filare di ciliegi, lo spazio dedicato alle scuole (l’orto didattico) è quello in cui stanno già crescendo foglie di insalata; nella casetta di legno hanno trovato spazio tutti gli attrezzi acquistati grazie alla generosità di enti e privati cittadini, è stata installata la fontanella per i bambini, nello spazio più ad ovest le foglioline verdi del mais stanno spuntando dal terreno e in alcune aiuole sono state piantate patate. Ad apprezzare il lavoro portato avanti fin qui, gli assessori Fenaroli, Capra insieme alla vicesindaca Castelletti, i due neoconsiglieri regionali Del Bono e Cominelli e l’onorevole Benzoni. Don Dino e don Agostino hanno dato la loro benedizione.



