L’Opera Pavoniana: «Grazie ad #aiutiAMObrescia»

Fondamentale per le attività dell’Istituto il materiale ricevuto dalla nostra iniziativa
Uno dei pacchi di AiutiAMObrescia - Foto © www.giornaledibrescia.it
Uno dei pacchi di AiutiAMObrescia - Foto © www.giornaledibrescia.it
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L’Istituto Opera Pavoniana ringrazia #aiutiAMObrescia, la raccolta fondi lanciata lo scorso marzo da Giornale di Brescia e Fondazione della Comunità Bresciana, per l’impegno e la generosità dimostrata in questo momento tanto particolare.

È un grazie bis quello che ha scritto in una lettera che sottolinea un aiuto mai venuto meno, dal primo lockdown della pandemia alle nuove restrizioni che hanno portato la nostra città in zona rossa.

«Sono i piccoli gesti che rendono grandi gli eventi – ha rimarcato Gianni Tranfa, direttore delle attività educative di Opera Pavoniana -; se poi il gesto non è piccolo, allora l’avvenimento diviene ancora più significativo. Grazie di cuore per averci donato il materiale che aiuterà i nostri operatori a svolgere sempre in sicurezza il proprio lavoro e che permetterà ai nostri ragazzi di ritornare a scuola con tutte le attenzioni dovute».

Mascherine, disinfettanti per le mani e altri dispositivi di protezione non sono mai mancati ed hanno consentito di portare avanti un lavoro encomiabile che interessa un centinaio di minori affidati agli educatori che operano all’interno dell’Istituto di via Pavoni, a fianco della parrocchiale dei Figli di Maria Immacolata, «secondo il carisma del fondatore San Ludovico Pavoni – ha spiegato il direttore – che ha ispirato l’impegno primario del servizio verso quei ragazzi, le cui famiglie appaiono bisognose di aiuto e di sostegno educativo nel progettare e realizzare il futuro dei loro figli».

L’Opera Pavoniana offre cinque servizi che rappresentano la filiera delle attività educative per minori. Da Centro di aggregazione giovanile, servizio diurno aperto dal lunedì al venerdì sino alle 18, per accogliere maschi e femmine delle scuole medie e superiori che, liberamente, decidono di iscriversi e di partecipare alla proposta; al gruppo formazione lavoro, che accoglie maschi e femmine dai 16 ai 21 anni d’età e si configura come un «laboratorio esperienziale permanente» in cui i giovani imparano l’abc del lavoro; al Centro diurno che ospita dodici minori su suggerimento dei Servizi sociali, per dare alla famiglia d’origine tempo per ritrovare un equilibrio; alle due Comunità educative, servizi residenziali per ragazzi dai 10 ai 18 anni allontanati dal proprio nucleo familiare su disposizione del Tribunale.

«I dispositivi ricevuti da #aiutiAMObrescia - ha concluso Tranfa – sono preziosi supporti per consentire ai nostri ragazzi tutte le attività programmate in totale sicurezza».

 

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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