Se l’Ambiente e la Cultura sono i «jolly», caselle spendibili trasversalmente per trovare una quadra che sembra più complicata del previsto, la Sanità è senza dubbio l’assessorato della discordia. E più passa il tempo e più le scaramucce interne al centrodestra, alimentate da aspettative e rivalse, consumano il bon ton. Anche per questo, per non rischiare di rimanere stritolato nel fuoco incrociato, il presidente Attilio Fontana si sta prendendo tutti i giorni di pausa annunciati.
La sua trasferta in montagna finirà lunedì e da quel momento intende marciare a passo speditissimo perché, è la teoria, meno tempo lascerà a disposizione del toto-Giunta e più chance avrà per sospendere la guerriglia e trovare una composizione ordinata delle controversie, usando toni morbidi ma decisi. Il messaggio, del resto, lo ha lanciato forte e chiaro prima del suo «ritiro», quando ha specificato di non essere il presidente dei partiti ma dei lombardi. Incontri. Intanto, però, i partiti si muovono.




