L'esorcista: «In migliaia si credono posseduti: numeri in crescita dopo il Covid»

Parla mons. Gianluca Gerbino, segretario del Collegio della Diocesi di Brescia che si occupa dei casi
L'esorcismo è un cammino di preghiera -  © www.giornaledibrescia.it
L'esorcismo è un cammino di preghiera - © www.giornaledibrescia.it
AA

Facciamo subito chiarezza: nessuno si arrampica sui muri. Nessuno salta da un lato all’altro della stanza. Nessuno fa cose splatter come nei film americani. Perché quelli sono appunto film, e quella è finzione (meglio, esagerazione) cinematografica. Quando parliamo di esorcismi, e quindi di persone possedute, parliamo prima di tutto di una sofferenza infinita, una sofferenza che si annida nel profondo dell’anima. E per liberarsene serve spesso un percorso che può durare anche anni, un cammino faticoso e impegnativo nel quale il rito dell’esorcismo vero e proprio è soltanto uno dei (tanti) tasselli.

Di tutto questo parliamo con mons. Gianluca Gerbino, parroco della Cattedrale di Brescia, e dal 2020 Segretario del Collegio degli esorcisti della nostra Diocesi; sono sei sacerdoti incaricati dal vescovo Pierantonio Tremolada su questo fronte. Fu il vescovo Luciano Monari, nel 2013, a creare il Collegio di esorcisti per la Diocesi, da precisare che l’esorcista diocesano è proprio il vescovo, che poi si avvale della collaborazione di altri sacerdoti.

Monsignor Gerbino, partiamo con la domanda fondamentale: il diavolo esiste?

Certo che esiste, il diavolo è uno spirito maligno, una presenza reale. Tutti possono essere posseduti, anche i santi, la storia ce lo insegna, non sono indenni: basti pensare alle vessazioni subite in vita da san padre Pio da Pietrelcina, il frate è stato colpito dal maligno in modo diretto.

L’impressione è però che anche nella Chiesa non tutti siano proprio convinti dell’esistenza del diavolo. Non è qualcosa che sa di Medioevo?

Non è così, e la Chiesa è assolutamente convinta dell’esistenza del demonio. Nella catechesi all’udienza generale del 15 novembre 1972 Paolo VI auspicava che al demonio si dedicasse maggior studio: «Sarebbe questo sul demonio e sull’influsso che egli può esercitare sulle singole persone, come su comunità, su intere società o su avvenimenti, un capitolo molto importante della dottrina cattolica da ristudiare, mentre oggi lo è poco». Papa Montini era convinto che «il male non è più soltanto una deficienza, ma un’efficienza, un essere vivo, spirituale, pervertito e pervertitore». Non solo, durante il suo pontificato, papa Francesco ha citato il diavolo più di quanto abbiano fatto insieme i suoi predecessori nell’ultimo mezzo secolo. Bergoglio nella sua catechesi insiste con forza sull’esistenza e sulla pericolosità del diavolo.

Che tipo di persona si rivolge agli esorcisti?

Non esiste un "tipo" di persona, chi si rivolge all’esorcista può avere qualsiasi età (da molto giovani fino agli anziani), ovviamente maschi e femmine senza nessuna predominanza numerica da una parte o dall’altra. Possono inoltre essere persone molto semplici o di cultura anche molto elevata.

Per avere un’idea del fenomeno, in quanti si rivolgono agli esorcisti?

Negli ultimi anni i numeri sono cresciuti costantemente, attualmente siamo oltre i 4mila contatti all’anno, ovvero persone che in vario modo chiedono di incontrare uno dei nostri esorcisti diocesani. Dopo la pandemia i numeri sono ulteriormente aumentati, le sofferenze psicologiche, le angosce causate dal virus purtroppo le conosciamo tutti. Ma la stragrande maggioranza delle persone ha soltanto bisogno di ascolto, che è uno dei compiti fondamentali dell’esorcista, sia chiaro. Per circa il 5% dei casi si prosegue il percorso.

Quindi ogni anno ci sono circa 200 bresciani posseduti dal diavolo?

Assolutamente no. Con queste persone inizia appunto un percorso più approfondito, ci avvaliamo anche della collaborazione di psicologi e psichiatri. Quando la scienza medica non sa trovare risposte, proseguiamo con la preghiera, quindi con l’esorcismo vero e proprio. Lo sottolineo: l’esorcismo è un cammino spirituale, non una magia.

Da cosa si capisce se una persona è posseduta?

I segnali sono molti, principalmente c’è l’avversione al sacro, le bestemmie. Ma ovviamente, avversione al sacro e bestemmie non sono automaticamente sinonimi di persona posseduta. Durante gli esorcismi poi spesso le persone cambiano voce, dimostrano una forza per loro impossibile, dicono al sacerdote cose private su di lui che non potrebbero sapere.

L’esorcismo si fa in casa?

Assolutamente no, il rito si svolge quasi sempre in chiesa, l’esorcista non è mai solo, può essere assistito da un altro sacerdote o dai familiari della persona posseduta. Ci possono essere anche fedeli che pregano per sconfiggere il demonio. Sempre vige la segretezza totale, nessuno può dire nulla, questo ovviamente per tutelare completamente la persona coinvolta.

L’esorcismo si paga?

Ovviamente no, altra precisazione: solo i sacerdoti possono fare un esorcismo, non ci si deve rivolgere a nessun altro, soprattutto a chi chiede denaro. I sacerdoti esorcisti seguono corsi di formazione specifici per questo importante ruolo, ripeto: nessun altro può fare esorcismi.

Gli atei, non essendo persone di fede, si possono ritenere al sicuro dal diavolo?

Il diavolo esiste, anche se loro non lo sanno. Così come esiste Dio. Tra chi si rivolge agli esorcisti diocesani ci sono appunto molti atei, ma anche persone di altre religioni, non solo i cristiani quindi.

Il satanismo può essere un facilitatore, diciamo così, per un’eventuale possessione demoniaca?

Facciamo chiarezza, un approccio culturale al satanismo, come studio, non crea ovviamente nessun problema. La curiosità verso sette e movimenti è legittima. Diverso il discorso quando chi si avvicina è affascinato dal satanismo, ha desiderio di farne parte. In questo caso tutto si fa più complicato e pericoloso.

Il dire che tutti potenzialmente possiamo essere posseduti spaventa un po’. Quindi dobbiamo preoccuparci?

No, non è così. Vorrei dare un messaggio molto chiaro: nessuno deve temere. La fede in Cristo è la nostra certezza, qualunque cosa succeda il male non trionferà. Lo scopo del maligno è spaventarci, farci credere di essere caduti irreparabilmente nelle sue mani. Noi cristiani sappiamo con certezza che non è così.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

Iscriviti al canale WhatsApp del GdB e resta aggiornato