L’ambientalismo felice di Sara: «Iniziamo dalla piccole cose»

«Abbiamo a cuore il benessere del Pianeta, questo è certo, ma quando mi alzo la mattina la mia preoccupazione non è salvare il mondo, ma fare colazione».
Ha rotto il ghiaccio con una battuta ed è rimasta in cattedra non più di pochi minuti, giusto il tempo di presentarsi ai ragazzi delle tre Terze del Canossa Campus di via San Martino della Battaglia, per poi «scendere» in mezzo a loro e calarsi tutti insieme nell’analisi dei temi che più le stanno a cuore.
Sara Segantin, 25 anni, scrittrice e presenza fissa di Geo&Geo, oltre che portavoce nazionale di Fridays For Future, è stata ospite nei giorni scorsi di Marcello Bolpagni, professore di Lettere dell’istituto cittadino, docente da sempre attento «alla decrescita felice - come Bolpagni dice di se stesso - alla lotta allo spreco e alla divulgazione delle informazioni sul cambiamento climatico».L’occasione è stata la presentazione del libro «Non siamo eroi», scritto da Segantin nel quale, sotto forma di romanzo, la giovane racconta «la quotidianità di chi vive l’oggi, non un lontano 2070, una fine del mondo in cui l’umanità ha già perso. Una storia - spiega l’autrice - che mette insieme la testa e il cuore, che non dà risposte, ma solleva tutte le contraddizioni i dubbi e le difficoltà del qui e dell’oggi». Dubbi e contraddizioni di fronte ai quali Segantin ha messo gli studenti, interrogandoli, per esempio su quanto le piccole azioni quotidiane possano davvero cambiare le cose. Le risposte sono state le più varie: «Sono inutili», secondo alcuni; «È già qualcosa», il parere espresso invece da altri studenti.
«Come ci insegnavano i nostri nonni - ha precisato Segantin - la verità sta nel mezzo: le piccole azioni sono utili ma da sole non bastano, servono le decisioni politiche, quelle che davvero possono cambiare le cose. Le piccole azioni però - conclude Segantin - quando ottengono un risultato, ci aiutano ad acquisire la dimensione di comunità e ci danno forza». Sul cambiamento, il cui indirizzo è dato dai governi, la giovane scrittrice ha voluto ricordare ai ragazzi che fra un paio d’anni andranno al voto, che è l’«unico strumento che ci consente di avere un ruolo concreto nelle scelte politiche.
Nel 2019 (anno del primo Sciopero Globale per il clima realizzato il 15 marzo dai Fridays For Future, ndr) si poteva dire ai governi “Non state facendo nulla”. Adesso - ha concluso Sara - non possiamo più dirlo. La domanda ora è: che cosa state facendo? Oggi è innanzitutto necessario vegliare sulla tipologia ed efficacia dell’azione e soprattutto sul fatto che questa transizione ecologica sia equa e non lasci schiacciati i più fragili».
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