L'Agesci Brescia: «Prudenza e rispetto delle regole: così allestiamo i nostri campi scout»

Stare in mezzo alla natura è il fondamento dello scoutismo. Solidarietà, autonomia, ma anche responsabilità e percezione del rischio sono alcuni dei valori che i capi scout cercano di trasmettere ai ragazzi e alle ragazze, dai «lupetti» e le «coccinelle» di 8-12 anni fino ai «rover» e le «scolte» di 21. Ma all’interno dei gruppi l’educazione passa anche per la sicurezza: «Cerchiamo sempre di responsabilizzare i ragazzi con il buonsenso», spiega Paolo Pagano, capo scout del gruppo Agesci Brescia 4.
L’Agesci nazionale riferisce che ci sono 18 gruppi scout in tutto il Bresciano per un totale di 1.820 ragazzi e ragazze aderenti. La provincia di Brescia è divisa in due zone Agesci: la prima comprende il Sebino e le valli; la città, il Garda e il resto del territorio la seconda. Per quest’estate gli scout bresciani hanno previsto una settantina di «campi» in tutto il territorio provinciale.
Le regole
La stessa Agesci ha redatto un piano sulla sicurezza durante le varie attività degli scout: una serie di linee guida che, tra le altre cose, prevede la formazione dei capi scout, che devono valutare le attività da proporre e la condotta da mantenere anche in base al luogo in cui si trova il campo: «Una malga è diversa da un bosco - continua Pagano -. Allo stesso modo, le regole pratiche cambiano in base alle situazioni che si creano e alla maturità dei ragazzi che ci sono». Nel caso di un evento meteorologico violento come quello che lunedì sera si è verificato a Corteno Golgi, dove ha perso la vita Chiara Rossetti, rimanere al riparo è l’unica cosa da fare: «In un edificio che fa parte del campeggio, se c’è, oppure dentro la propria tenda - spiega il capo scout -. O ancora radunando tutti sotto la cambusa», la tenda più resistente che serve da cucina o magazzino dove riporre l’attrezzatura. «Ogni volta che c’è un accampamento - sottolinea -, gli scout mandano una segnalazione alla Protezione civile, alla stazione locale dei Vigili del fuoco e al sindaco del Comune». Anche le tende vanno montate in punti scelti con prudenza dal capo scout: «Non troppo vicino a un fiume o ad altri posti pericolosi. Il bosco è un luogo abituale dove accamparsi, ma la caduta di una pianta è purtroppo una fatalità».
Il cordoglio
Dopo la tragedia di Corteno l’Agesci nazionale ha espresso il suo cordoglio con un messaggio dei presidenti Roberta Vincini e Francesco Scoppola e dell’assistente ecclesiastico generale, padre Roberto del Riccio. Messaggio condiviso dall’Agesci Zona Brescia: «Tutta l’Agesci in questo momento è prima di tutto stretta attorno alla famiglia di Chiara, ai suoi cari, alle sue squadrigliere, al suo reparto, ai suoi capi e alle sue capo, all’intero Gruppo scout. In questa prova così dura ci siamo, con quello spirito di servizio e di fiducia nella forza delle relazioni che contraddistingueva Chiara e che è nel cuore di ogni guida e scout della nostra associazione. Abbiamo attivato tutti i canali per dare in queste ore il nostro completo, incondizionato supporto. Condividiamo questo grande dolore della famiglia di Chiara, dei suoi cari, del suo Gruppo scout, un dolore che le parole non riescono a descrivere: lo facciamo in punta di piedi, come fratelli e sorelle scout, con il cuore gonfio di tristezza, nel raccoglimento e nella preghiera, speranzosi nella forza della Fede».
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