Sul citofono di un appartamento dove ha vissuto, c’è ancora il cognome scritto con un pennarello. Non un cognome che dà nell’occhio, ma dietro il quale c’è un passato da brigatista, di cui non si è mai pentito, e un presente segnato da sei condanne all’ergastolo. Che sta scontando in regime di semilibertà dall’11 novembre 1997 con periodi che, grazie a permessi premio e licenze straordinarie, trascorre fuori dal carcere senza rientrare nemmeno la notte. L’ultimo, a cavallo tra la fine del 2022 e l’inizio del 2023, lo ha passato a Brescia.
Dove Mario Moretti, una delle figure più importanti delle Brigate Rosse, ha stabilito il proprio domicilio in città per quei giorni in cui gli viene concesso di vivere una vita fuori dal carcere, che sia Opera o Verziano.




