La ranocchietta e il gatto più bello

Non ho mai partecipato a un concorso di bellezza, ma provo una malcelata invidia per chi lo fa
Una ranocchietta
Una ranocchietta
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Da madre natura ho ricevuto in dotazione un fisico da ranocchietta gracile. La definizione è del mio più caro amico, figuratevi gli altri. Ma andiamo oltre, siamo dei signori da queste parti. Non ho mai avuto predisposizione all’attività fisica. Essendo contro le forzature ho preferito dedicare il mio tempo più al cicorione che ai bilancieri in palestra.

Ovviamente i risultati si vedono, le mie verdure lessate sono straordinarie. Ho dovuto comunque affrontare sfide impegnative, quando in vacanza cammino sul bagnasciuga, immergendomi al massimo fino alle caviglie, c’è sempre un bagnino che mi raccomanda attenzione: ma io non demordo. Quando sull’autobus mi vogliono cedere il posto fingo di non sentire. E quando scandiscono le parole a voce alta, convinti che sia anche sordo, scendo a prescindere dalla fermata.

Non ho mai partecipato a un concorso di bellezza, ma provo una malcelata invidia per chi lo fa. Come nel caso di Leonardo, il gatto più bello del mondo. Chissà come ci si sente a essere il gatto più bello del mondo. Già un gatto che vincesse il titolo di più bello di Roncadelle avrebbe di che esserne orgoglioso, ma il più bello del mondo. Caspita. Ai tempi di Miss Italia le ragazze in gara auspicavano la pace nel mondo e preannunciavano volontariato a fianco dei più sfortunati. E Leonardo? Sicuramente nel tempo libero darà una mano, una zampa pardon, in un gattile. Perché lui non vuole essere giudicato solo per la sua esteriorità. Ora farà un calendario, ovviamente per beneficenza. Perché oltre al pelo lucido e fresco di pettinatrice c’è di più.

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