La gallina allo specchio

La gallina è per distacco il mio animale preferito. Quando avrò il mio pollaio da accudire sarò un uomo felice. Lo sono già in verità, ma accudire galline mi renderà financo entusiasta della vita. La gallina non ha quell’empatia ruffiana dei gatti, non è inutilmente accondiscendente e servizievole come i cani, non è una presenza noiosamente insignificante come un serpente.
La gallina è elegantemente distaccata dalle questioni quotidiane, depone le uova, eventualmente le cova, e stop. Scruta il prossimo con motivata diffidenza, la sua confidenza va conquistata a fatica, com’è giusto che sia. Ora la scienza ne certifica l’intelligenza. Il professor Gordon Gallup jr ha infatti scoperto che le galline (come alcuni pesci e gli scimpanzé) quando si vedono allo specchio si riconoscono. Non è certo cosa da poco, questo potrebbe presupporre che le galline (come i predetti animali che, appunto, si riconoscono) hanno coscienza di sé. Vi rendete conto?
Galline consapevoli, considerando che non lo sono molti esseri umani è un bel passo avanti, non certo per l’umanità. Lo scienziato si è infatti accorto che la gallina (come pure il gallo, e sia detto per parità) all’arrivo di animali predatori emette versi specifici, ma lo fa solo per avvertire i suoi simili, se è sola se ne fugge starnazzando isterica. Ed ecco lo specchio, se nel riflesso vede un’altra gallina, all’arrivo di un falco, urlerà l’allarme si è detto Gallup jr. E invece no, perché la pennuta in questione vedendosi riflessa si è sistemata la cresta e null’altro. Già mi vedo, di fronte al camino, con la mia gallina appollaiata sui piedi a disquisire di vanità (e vacuità). Sarà meraviglioso.
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