Brescia e Hinterland

La barba di Liutprando fra camosci e lupetti

Il pelo del mento nei versi di Dante e nel Gaì dei pastori
Barba - © www.giornaledibrescia.it
Barba - © www.giornaledibrescia.it

Tra antichi guerrieri longobardi, camosci, cuccioli di lupo... A volte la curiosità ti porta ad avvilupparti dentro una vera e propria matassa di parole. La curiosità è quella sollevata da Giacomo, nostro lettore bassaiolo.

«Il mio povero nonno - ci racconta in una mail - guardava la mia barba da adolescente e diceva: chèla l’è mìa bàrba, l’è pél loatì». Cos’è il pél loatì? Da dove deriva? L’aggettivo loatì è legato al termine luf e significa lupesco. Il pelo lupacchiotto degli adolescenti umani è lanugine non ancora fattasi adulta e ispida. Quando il pelo del mento si ispessisce diventa invece segno di maschile maturità. Tanto che bàrba è termine onorifico con cui il nostro dialetto indica lo zio.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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