Intervento ritardato, la Procura chiede l’archiviazione

Ma i genitori del bimbo che ha perso un occhio dopo un incidente, si oppongono
Il tribunale di Brescia - Foto © www.giornaledibrescia.it
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Dalla sala operatoria all’aula di tribunale. Quattro medici indagati, la Procura che chiede l’archiviazione, la famiglia del giovanissimo paziente che si oppone e ora un giudice che dovrà decidere se chiudere il caso o disporre nuovi accertamenti. È la storia che riguarda un bambino rimasto cieco da un occhio da quando ha 7 anni.

Al Civile viene ricoverato, nel 2016, dopo essere rimasto vittima di un incidente a scuola. Gli finisce una matita colorata in un occhio e i medici del reparto oculistica del principale ospedale bresciano decidono, in seguito alla pulizia dei frammenti, per una cura antibiotica. Quando il trauma sembra ridursi subentra una complicazione e gli oculisti comunicano alla famiglia la necessità di sottoporre il giorno successivo il bambino ad un intervento chirurgico di vitrectomia. I genitori non intendono aspettare e portano il figlio all’ospedale di Monza dove viene operato il giorno stesso. Il bambino non riprenderà più la vista da quell’occhio. E qui il caso da medico diventa giudiziario.

L’ospedale di Monza spiega che se i colleghi bresciani avessero effettuato per tempo un’ecografia avrebbero visto la presenza nell’occhio destro di polvere di grafite e quindi avrebbero potuto anticipare l’intervento chirurgico programmato solo nella fase finale della cura antibiotica. Dopo aver iscritto nel registro degli indagati quattro medici del reparto oculistica degli Spedali Civili con l’accusa di lesioni colpose, la Procura dispone una perizia.

«Non ci sono collegamenti» tra il mancato intervento e la perdita della vista stabilisce il consulente del pubblico ministero che, sulla base di queste indicazioni, chiede l’archiviazione per i medici coinvolti. «C’è stato un corretto iter di diagnosi e terapia da parte dei sanitari degli Spedali Civili di Brescia sia sotto il profilo degli esami medici che della tempestività» si legge nella consulenza depositata dalla Procura.

La famiglia del bambino ha però presentato opposizione all’archiviazione, mettendo sul tavolo una relazione dei medici di Monza che avevano operato il bambino, e nelle scorse ore la vicenda è tornata davanti ad un giudice. I legali dei quattro oculisti, gli avvocati Gianluigi Bezzi, Andrea Mina e Mattia Guarneri, hanno chiesto l’archiviazione dei loro assistiti, fornendo a sostegno una perizia che dimostrerebbe che i professionisti non hanno colpe e hanno agito secondo i protocolli. Ora l’ultima parola spetta al giudice Alessandra Sabatucci che a giorni potrebbe già sciogliere la riserva: disporre l’archiviazione o rimandare gli atti in procura per avere nuovi accertamenti.

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