C’è anche chi, esasperato da un’attesa della quale non intravede la scadenza, sceglie la via dell’ironia amara: «Tra un po’ spunteranno i bagarini e saranno gli unici a poterci salvare». E, in effetti, ascoltando medici di base e farmacisti, che nella macchina organizzativa ci si trovano ma senza poterla gestire, sembra quasi di essere intrappolati nel Castello di Kafka. Perché quello dei vaccini antinfluenzali è diventato un caos surreale. E se inizialmente si pensava che la caccia al tesoro avrebbe coinvolto solo la popolazione attiva, ora invece la platea si amplia anche alle categorie fragili. Non a caso continuano a susseguirsi riunioni su riunioni con le diverse categorie coinvolte (l’ultima è andata in scena nel tardo pomeriggio di ieri). Ma il punto è sempre lo stesso: i vaccini antinfluenzali, in Lombardia, non ci sono.
Un carico massiccio dovrebbe poter essere disponibile a partire dalla prossima settimana, ma il primo lotto distribuito il mese scorso è ormai agli sgoccioli. Tanto che alcuni medici di medicina generale si sono trovati costretti a cancellare tutti gli appuntamenti programmati fino a sabato 21. Prenotazioni che riguardavano, in toto in questa prima fase, le sole categorie fragili (over 65, persone affette da patologie e donne in gravidanza). E tutti gli altri? A questa domanda, per ora, la risposta è un enigmatico «chissà».




