Brescia e Hinterland

Infermiere bresciano morto a Malaga: il cordoglio di Sanchez

Massimo Colombi è deceduto nel sonno. Sue molte campagne di sensibilizzazione sul Covid in Spagna
Andrea Cittadini

Andrea Cittadini

Vicecaporedattore

Massimo Colombi con i suoi due bambini
Massimo Colombi con i suoi due bambini

Per ricordarlo è sceso in campo anche il presidente del Governo spagnolo Pedro Sanchez. «Oggi perdiamo un infermiere, ma soprattutto una grande persona che si distinse per generosità, umanità e affetto verso i pazienti». Queste le parole utilizzate per ricordare Massimo Colombi, infermiere bresciano di 50 anni, morto nel sonno due notti fa. Lavorava dal 2011 all’ospedale regionale di Malaga dopo otto anni trascorsi in Inghilterra dove aveva conosciuto la moglie, spagnola e ostetrica di professione, che lo ha poi convinto a trasferirsi a Malaga. 

Era padre di due bambini di 5 e 7 anni e proprio per la presenza in famiglia dei due piccoli, a Malaga si erano trasferiti anche i genitori dell’operatore sanitario. «Sappiamo solo che è morto nel sonno e che sarà l’autopsia a chiarire cosa è successo» dice da Brescia la sorella gemella Barbara, che difficilmente potrà raggiunger la Spagna.

«Massimo era molto stimato perché si era impegnato durante la prima ondata del Covid ad assicurare un tablet ad ogni parente ricoverato così da permettere di rimanere in contatto con i parenti a casa» ricorda la famiglia. «Un aiuto non solo per chi sta soffrendo e rischia di morire, ma può essere anche un aiuto per coloro che hanno solo dei sintomi, ma sono lontani dagli affetti» disse Colombi lo scorso primo in un appello alle istituzioni e alle aziende di telefonia lanciato davanti alle telecamere di una tv locale di Malaga. «Ho visto i pazienti morire da soli. Li ho ascoltati mentre mi pregavano di salutare i loro figli e i nipoti» scrisse in alcuni messaggi online diventati virali e con i quali lanciò la campagna «il diritto del congedo». Gli appelli spinsero il Comune di Malaga ad acquistare alcuni tablet poi donati al reparto di terapia intensiva dell’ospedale locale. 

Lo zio dell’infermiere 50enne era Fra Agostino Colombi, storico cappellano degli Spedali civili, morto quattro anni fa, e il bresciano aveva seguito le orme del padre e del nonno, anche loro infermieri.  Colombi era delegato sindacale ed era stimato dai colleghi infermieri e dai medici con i quali solamente due settimane fa aveva promosso una campagna per responsabilizzare i cittadini in vista delle festività di Natale. «Importante - era il suo slogan - non è salvare il Natale, ma salvare la vita».

 

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