Tante lacrime solcano i visi coperti dagli occhiali da sole in una giornata mite e nitida. Una mamma che perde un figlio cerca lo sguardo di chi ha vissuto lo stesso dramma perché è l’unica che può sapere il dolore che si prova. Non vi è più gioia in fondo ai suoi occhi».
La struggente voce narrante dà il via al tristemente tradizionale appuntamento bresciano nella Giornata Mondiale del ricordo delle vittime della strada. Il parco della memoria che domina davanti all’ingresso del parco Ducos 2 è ormai un susseguirsi di monoliti in graniglia di marmo nero: le steli compongono un monumento che è allo stesso tempo memoria e monito e l’unica consolazione è l’altezza sempre inferiore che testimonia la diminuzione delle morti con trascorrere degli anni. Nel 2000 furono 260 le vittime sulle strade bresciane, ventidue anni dopo sono state 61. Nei primi 11 mesi dell’anno in corso, invece, la drammatica lista di nomi e volti è ferma a quota 54. Non freddi numeri ma storie uniche di vite spezzate e di famiglie devastate.




