Il ponte di via Volturno andrà demolito. Per lo meno parzialmente. Le cinque travi tranciate dall’autogrù che ieri mattina ha danneggiato la struttura, non sono recuperabili.
«Di fatto quelle cinque travi non esistono più, sono ridotte ad un ammasso di ferraglia. Vanno sostituite. Non vedo altre alternative» spiega Fausto Minelli, docente di Tecnica delle costruzione al Dicatam (Dipartimento di Ingegneria civile, architettura, territorio, ambiente e di matematica) dell’Università di Brescia, alla guida del gruppo di lavoro che dal 2017 monitora lo stato di salute di ponti e viadotti della Provincia.
Il danno è «davvero gravissimo», ribadisce Minelli, probabilmente anche a causa della velocità non certo moderata del mezzo. Dopo il primo impatto è probabile che la gru si sia abbassata per poi rimbalzare e colpire con violenza le travi 3 e 4, ormai completamente assenti. «Ad ogni modo tutte le 5 travi sono molto danneggiate e da sostituire».
Che fare, dunque? Il Comune sta lavorando ad una soluzione tampone per puntellare la struttura e riattivare la viabilità - per quanto limitata e modificata - sia su via Volturno che sulla tangenziale ovest. Ma di certo, spiega Minelli, «la porzione di ponte danneggiata non potrà più essere riutilizzata, anche se puntellata». Bisognerà decidere - in base agli approfondimenti tecnici delle prossime ore - se demolire solo la porzione nord della campata (le 5 travi danneggiate) o l’intera struttura, tenendo conto che anche altre travi (le numero 7, 10, 13 e 14) in passato avevano subito dei danni, per quanto non paragonabili a quelli di ieri. «Dal punto di vista tecnico demolire e ricostruire sarebbe la soluzione migliore - spiega Minelli - ma bisogna valutare l’impatto sul traffico e i danni sul tessuto economico».
Il problema non sarebbe tanto sulla tangenziale ovest, la cui chiusura sarebbe limitata ad alcuni giorni (notti). Ma su via Volturno che sarebbe «tagliata in due» per molti mesi, mandando il tilt la viabilità in ingresso e uscita dalla città da ovest.
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