In coda per il passaporto tra dissenso, ritardi e critiche: «Non si riesce a prenotare»

Tante le lamentele di chi spera di essere ricevuto in commissariato. I rilasci al mese sono saliti a seimila ma non c'è abbastanza personale
  • Persone in coda al commissariato di contrada del Carmine
    Persone in coda al commissariato di contrada del Carmine
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La fila è distinta da due cartelli chiari. Anzi chiarissimi. «Passaporti con prenotazione» e «Altre pratiche». Per altro non dovrebbe esserci spazio. O hai la prenotazione effettuata online oppure al Commissariato del Carmine non hai titolo per accedere. E non entri.

Ma oltre ai prenotati con ricevuta di conferma alla mano, in coda si inserisce chi spera comunque di essere ricevuto al front office per ottenere il passaporto.

Tolta la polemica che tutte le volte scatta, è un nulla di fatto. «Chiami in Questura e non ti rispondono. Scrivi una mail e non ti degnano di una risposta» tuonano in diversi tra le file dei respinti. «Mi ha mandato indietro stamattina l’addetta perché senza prenotazione. Ho chiamato Desenzano: ci sono 35 posti liberi ma non mi hanno preso la prenotazione» ruggisce un 50enne a cui da mesi non è stato possibile prendere la prenotazione per settembre. «Se io sono disposto ad andare a Desenzano tra mesi, perché non devono prendere la mia prenotazione? Il sistema non lo consente. E poi si parla di semplificazione della pubblica amministrazione...».

Ritardi e polemiche

La confusione e le lamentele attirano all’esterno degli uffici il dirigente. È accondiscendente, educato, parla, spiega, argomenta. Poi tocca il turno di un utente distinto, con moglie e figlio: «Ho prenotato a dicembre per mio figlio e oggi alle 9.30 eccoci qua. Ci avevano detto di andare a Desenzano, ma dall’hinterland di Brescia non vado a Desenzano. Quindi va bene oggi, anche se è maggio. Sì, appuntamento ben cinque mesi dopo...». «Come a Desenzano? - ribatte il primo utente -. Io che ci volevo andare da Rezzato non me lo fanno fare...». E la polemica riparte.

Sono storie di ordinaria confusione e di dissapori quelle che si raccolgono in fila fuori dal Commissariato Carmine. Ci vuole tutto il tatto e la cortesia della volontaria che accoglie gli utenti per reggere l’assalto e le critiche. «Io ho prenotato tre giorni fa. Oggi mi sono presentato due ore prima» confessa un signore del Ghana. «Nemmeno io ho avuto problemi: ha prenotato per me mio figlio una settimana fa. C’erano tre posti e ne ho preso uno» spiega un anziano. È l’altra faccia della medaglia del rilascio del passaporto. «C’è chi è fortunato e chi no, ma il rilascio non può essere un terno al lotto» commentano in diversi dalla fila.

Chi dimentica il passaporto

C’è chi per poter dimostrare l’urgenza esibisce un biglietto comperato della Ryanair e pagato giusto pochi euro, per poter accede così alla procedura stabilita (tra i requisiti l’esibire il biglietto aereo comperato) e chi, nonostante questo poi si dimentica di ritirare il passaporto. 

Così capita che dopo aver attivato l’appuntamento via mail, scartando la ressa di chi prende l’appuntamento ordinario, lasciano poi a decine il prezioso documento negli uffici, per poi ritirarlo con comodo. È uno dei fenomeni a cui si assiste negli uffici del Commissariato Carmine e che mostra il limite in cui si incorre con l’attivazione delle procedure di urgenza che bypassa i tempi consueti e incolonna gli utenti in un canale di priorità che dovrebbe essere giustificata da motivazioni di lavoro o di necessità sanitarie. 

Il sindacato

«Siamo in grosse difficoltà nel dover rispondere alla cittadinanza che cerca di prenotare un appuntamento per richiedere il passaporto. La lista in Questura a Brescia è ferma a molti mesi di attesa. Oggi è possibile ottenere un appuntamento solo all’ufficio passaporti di Darfo, che, per competenza, non evade le pratiche di Brescia». La denuncia è del Siap, sindacato di Polizia, che ha cercato di sensibilizzare l’amministrazione per attuare alcuni provvedimenti a tutela dei colleghi e dei cittadini di Brescia.

«Ottenere un appuntamento online presso l’ufficio passaporti di Brescia è diventato impossibile, con attese lunghissime, senza la possibilità di sapere quando si apriranno gli slot. Via pec non sempre si riesce ad avere un riscontro immediato. L’indirizzo di pec corretto, si può trovare esclusivamente entrando nel sito ufficiale delle informazioni della Questura. Allo sportello Passaporti dell’ufficio Carmine, possiamo notare una corposa fila di cittadini, che non sono riusciti a contattare l’ufficio telefonicamente. Gli stessi vengono invitati a scrivere solo via pec. A Darfo all’ufficio passaporti lavora una sola persona. Auspichiamo che l’incremento di personale del Questore avvenga entro breve e che l’attesa diventi di soli 45 giorni». 

I numeri

Tra malumori e allontanamenti di chi non ha la prenotazione, gli uffici sono intanto passati da tremila rilasci al mese a seimila. «I ritardi per il rilascio e il rinnovo dei passaporti è dovuto a una molteplicità di fattori: l’accumulo delle richieste dei documenti di viaggio dopo il lockdown e la Brexit, i problemi della Zecca a produrre i libretti e la carenza di personale. All’inizio c’erano poi le agenzie che prenotavano in massa gli appuntamenti. Così siamo intervenuti. Prima si rilasciavano 25mila passaporti l’anno, ma ora siamo a 72mila. E i controlli sono gli stessi. Solo nelle scuole bresciane arrivano 150 richieste alla volta per andare in Gran Bretagna. E sapete quante scuole ci sono a Brescia? Poi comunque a tutti diamo una risposta via mail» continua un addetto.

Se il personale sta facendo i salti mortali («lavoriamo anche di sabato per lo smaltimento») l’organico resta scarso. Dalle 119mila unità del 1989 ora siamo a 97mila, ad a un passo dal minimo storico di 95mila del 2018. La coperta è corta, i numeri alti. 

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