Brescia e Hinterland

Imprenditore scagionato dopo 8 anni: «Io assolto, ma chi mi ridà tre anni di fatturato?»

È tornato a pieno titolo proprietario della sua azienda messa sotto sequestro nell’ambito di un’inchiesta su un presunto traffico di rifiuti
Andrea Cittadini

Andrea Cittadini

Vicecaporedattore

Il Tribunale di Brescia - © www.giornaledibrescia.it
Il Tribunale di Brescia - © www.giornaledibrescia.it

AGGIORNAMENTO: Nel mese di settembre 2023 il procedimento a carico della General Rottami srl si è concluso con l’assoluzione di tutti gli indagati e la perdita di efficacia di tutte le misure cautelari disposte.

Ieri mattina è tornato a pieno titolo proprietario della sua azienda. Rimasta per tre anni e mezzo sotto sequestro per volere della Procura e affidata ad un amministratore giudiziario nell’ambito di un’inchiesta su un presunto traffico di rifiuti. Che per i giudici però non è dimostrato.

Lo sfogo

Otto anni dopo l’inizio dell’indagine il tribunale ha infatti assolto tutti gli imputati. «Sono molto contento e allo stesso tempo molto arrabbiato. Non c’era nulla fin dall’inizio eppure ho dovuto aspettare tutto questo tempo per vedere riconosciuta la mia innocenza. E chi paga ora? La risposta la so già: nessuno sicuramente» si sfoga Efrem Pavoni, a capo della General Rottami, l’azienda che era stata ritenuta dagli inquirenti il cuore della gestione illecita di rifiuti. Una ricostruzione, sostenuta dall’allora procuratore aggiunto Sandro Raimondi e poi dal sostituto Mauro Leo Tenaglia, che non è stata condivisa dal giudice di primo grado, ma nemmeno dal pm Teodoro Catananti che per ultimo ha ereditato il fascicolo e che in aula ha chiesto l’assoluzione per mancanza di prove.

L’indagine

«L’inchiesta nasce perché avevo accettato che un amico imprenditore al quale erano stati sequestrati i capannoni scaricare il materiale da me. Era tutto registrato e alla luce del sole. Lui era intercettato e avevano visto che i mezzi tornavano scarichi nella sua azienda e allora hanno costruito l’accusa secondo la quale ero a capo di un’organizzazione che traffica rifiuti illecitamente. Ma accertamenti, sequestri e riprese all’interno della mia azienda non hanno portato una sola prova, come ha detto anche il pm quando ha chiesto l’assoluzione. E così dopo otto anni il caso si chiude con l’assoluzione "perché il fatto non sussiste" e io conto i danni subiti» racconta l’imprenditore difeso dall’avvocato Andrea Puccio.

Il futuro

«Gli ultimi tre anni e mezzo, con la sede dell’azienda e le quote della società sotto sequestro, sono stati pesantissimi. L’amministratore giudiziario - spiega Pavoni - ha gestito tutto dal punto di vista operativo ed economico e noi siamo stati estromessi e spossessati. Un esempio? Il mio stipendio mensile - racconta Efrem Pavoni - è stato tra i 120 e i 140 euro. Ma a parte questo, e non voglio gettare la croce sul professionista, posso assicurare che se non avessi avuto alle spalle 50 anni di attività e una certa solidità economica, oggi l’azienda sarebbe morta e sepolta. E nessuno si sarebbe preso le responsabilità. Sicuramente gli ultimi tre anni e mezzo ci hanno fatto malissimo. Chi mi ridà il fatturato mancato? Chi devo ringraziare per questo?» si chiede Pavoni. «La mia speranza è che non avvengano più vicende così con la giustizia che blocca attività per anni. Ma ho forti dubbi che qualcosa cambi. Noi proviamo ora a ripartire, ci tiriamo su le maniche anche se - conclude - la camicia non c’è praticamente più...». 

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