Il modello matematico messo a punto da Alberto Gerli prevede che il picco del contagio, nel Bresciano, sia raggiunto a metà marzo. Intanto però gli ultimi 7 giorni mostrano già i dati settimanali più alti di sempre: oltre 4mila contagi, un’incidenza salita a 329 casi ogni 100mila abitanti, un Rt ormai stabilmente sopra quota 1.2.
Un quadro che la zona «arancione rinforzata» dovrebbe attenuare ma con il quale ora bisogna fare i conti. In base al bollettino quotidiano di Regione Lombardia, ieri, nel Bresciano, sono stati registrati altri 506 casi di coronavirus. Un numero elevato per i primi giorni della settimana, quando il rallentamento dei tamponi effettuati nel weekend spinge i tabellini verso il basso.
Una condizione, va detto, che vede Brescia maglia nera in Lombardia, con un’incidenza quasi tripla rispetto a Bergamo, ferma a 116, e doppia rispetto a quasi tutte le altre province. Solo Como supera i 200 casi ogni 100mila abitanti.
Se poi si calcola l’incidenza settimana a livello comunale, oltre la metà dei paesi bresciani è sopra il livello d’allarme di 250. Nella settimana esaminata dal Ministero (15-21 febbraio) Brescia città (589 casi) è attorno ai 300 casi ogni 100mila abitanti, Castrezzato sopra gli 800, Urago d’Oglio sopra quota mille. Ma anche Pompiano e Capriano del Colle hanno un’incidenza impressionante. Il capoluogo intanto ieri ha registrato altri 82 casi, sfondando quota 10mila contagi da SarsCov2 dall’inizio dell’epidemia. L’impennata di contagi si porta fisiologicamente dietro l’aumento dei bresciani «attualmente positivi» al virus: un mese fa erano 5mila, ieri sono arrivati a 8.514. Anche questo un record, a un anno dall’esplosione dell’epidemia.
La fetta maggiore dei positivi resta asintomatica, in isolamento a casa. Ma crescendo il numero dei casi, cresce il numero di persone che hanno bisogno di assistenza in ospedale: ieri i ricoverati nelle strutture bresciane sono saliti a 867, di cui 67 in terapia intensiva. Un mese fa erano 236 in meno. Continua anche la tragica conta dei morti, arrivata ormai a 3.506: tre i decessi registrati ieri (ma avvenuti lunedì), una donna di 98 anni di Castenedolo, una 72enne di Rovato e un 83enne di Tremosine.



