Ha pronunciato un discorso che lui stesso ha definito rifondativo, di un nuovo inizio. Partito dalle origini dell’Università, ne ha ripercorso la storia per capire come è nata l’Istituzione e come poter lavorare per il futuro. Non a caso, oggetto della prolusione del magnifico Rettore dell’università degli studi di Brescia, Maurizio Tira, è stata la ricerca di base, che ci impone di continuare a lavorare anche su quello che oggi sembra economicamente non conveniente.
Si è aperto così l’anno accademico dell’Università Statale, inaugurato ufficialmente nell’aula magna della facoltà di Medicina alla presenza delle autorità religiose, civili e militari della città. Il neorettore, in carica dal primo novembre, ha sottolineato l’importanza delle relazioni e degli accordi sottoscritti con Comune di Brescia e Provincia e rinnovato l’invito a continuare una collaborazione fruttuosa soprattutto sul tema della sostenibilità ambientale e di un nuovo modo di ripensare l’impresa.
Nella sua prolusione il rettore ha anche ricordato il terremoto che ha colpito il Centro Italia, un evento fisico – ha detto – e non metafisico come qualcuno sciaguratamente ha sostenuto. In sala c’era il rettore dell’Università di Camerino, Flavio Corradini.



