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Brescia e Hinterland

FORMAZIONE

Il nuovo master in Giustizia riparativa dell'Università Cattolica

Barbara Fenotti

Brescia e Hinterland
9 giu 2022, 13:13
Il nuovo campus dell'Università Cattolica a Mompiano - © www.giornaledibrescia.it

Il nuovo campus dell'Università Cattolica a Mompiano - © www.giornaledibrescia.it

In questo periodo, soprattutto nell’ambito della Riforma Cartabia, si sente sempre più parlare del tema della giustizia riparativa.

L’Università Cattolica di Brescia non si è lasciata sfuggire l’occasione di stare al passo con i tempi e, a settembre, proporrà un nuovo corso di formazione per operatori che punta a offrire una competenza specialistica a differenti ruoli professionali (psicologi, giuridici, educativi e sociali) per mettere in atto pratiche riparative sperimentate in questi anni dall’ateneo.

Tematiche

«L’istituzione del Master in Giustizia riparativa e Mediazione penale - spiegano il professore associato di Psicologia clinica Giancarlo Tamanza e il professore ordinario di Diritto penale Luciano Eusebi, rispettivamente direttore e co-direttore del corso -  nasce per rispondere all’esigenza di offrire al contesto costituzionale e lavorativo figure professionali specializzate per la progettazione e la realizzazione di interventi di giustizia riparativa anche alla luce delle innovazioni legislative in corso di approvazione»

Il master è organizzato dall’Alta scuola in Psicologia Agostino Gemelli su iniziativa della facoltà di Psicologia e in collaborazione con il Centro di ricerca sullo sviluppo di comunità e i processi di convivenza (Cerisvico), il servizio di Psicologia clinica e forense del dipartimento di Psicologia dell’Università Cattolica e il centro di studi Paolo VI «Mai più la guerra».

Il percorso, che si svolgerà al Campus di Brescia da settembre a giugno 2024, si svilupperà il 37 giornate formative in aula, a cui si aggiungeranno due sessioni di project work e di valutazione intermedia, uno stage professionalizzante e la redazione di un elaborato. «Il profilo-traguardo della proposta formativa non prefigura una nuova professionalità in senso stretto - spiegano Tamanza ed Eusebi -, bensì una competenza specialistica che va a innestarsi su differenti ruoli professionali e per la quale ad oggi esiste una offerta formativa molto limitata, soprattutto a livello universitario».

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