Brescia e Hinterland

Il Calabrone (e forse non solo) mai escluso dall’elenco 5x1000

Le 226 realtà bresciane no profit finite nell’elenco degli esclusi potrebbero essere in realtà meno di quelle dichiarate
Antonio Borrelli

Antonio Borrelli

Giornalista

Il 5x1000 è donato dai contribuenti - © www.giornaledibrescia.it
Il 5x1000 è donato dai contribuenti - © www.giornaledibrescia.it

Un caso nel caso. Che ancora una volta dà la misura delle difficoltà che sta attraversando il Terzo Settore in questo momento storico. Le 226 realtà bresciane no profit finite nell’elenco degli esclusi dal 5x1000 (la misura che permette alle organizzazioni iscritte agli elenchi dell'Agenzia delle Entrate di ottenere una quota dell’Irpef dei contribuenti) potrebbero essere in realtà meno di quelle dichiarate. Anzi, sicuramente sono almeno 225, perché la cooperativa Il Calabrone - ammessa dal Ministero del Lavoro - è finita per diventare l’emblema della babele di norme, cavilli e autorizzazioni per gli enti del terzo settore. La cooperativa sociale di Brescia figurava sì nell’elenco degli esclusi, ma anche in quello degli ammessi.

Dopo il focus del GdB i responsabili si sono attivati per chiedere spiegazioni e quello che è emerso mette nuova luce sugli elenchi diffusi il 6 aprile dal Ministero. Come spiega Alessandro Augelli de Il Calabrone: «Ci siamo subito allarmati, perché le cooperative sociali entrano di diritto nel novero degli Enti del terzo settore e di conseguenza nel nuovo registro del Runts. Peraltro, avevamo operato una modifica allo statuto già a suo tempo e sapevamo che difficilmente avremmo potuto essere esclusi. Ma ci siamo accorti che eravamo in tutte e tre le liste: in quella degli enti esclusi, ma anche in quella degli ammessi e persino degli enti permanenti. Quindi ci siamo immediatamente attivati inviando una mail al Ministero e all’organizzazione di categoria. Il Ministero ci ha confermato che Il Calabrone è stata ammessa e che si è trattato di un errore di duplicazione digitale».

Un problema non da poco, che a questo punto diventa un precedente allarmante per gli stessi uffici romani. Non è escluso, infatti, che altre realtà no profit bresciane risultate escluse possano essere vittime dell’intoppo burocratico. Il Giornale di Brescia ha contattato via mail il Ministero chiedendo eventuali rettifiche all’elenco bresciano legate ad analoghi errori, ma al momento non è giunta alcuna risposta.

Per quanto riguarda Il Calabrone, invece, allarme rientrato: «Per fortuna non abbiamo mai smesso di fare campagna per invitare a donare alla nostra cooperativa il 5x1000. Nel 2021 ci hanno scelto oltre 600 donatori, per un totale di 23mila euro. Una cifra significativa che dedichiamo a progetti specifici per i nostri destinatari, non riceverla avrebbe significato non poter organizzare quelle attività»

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