Brescia e Hinterland

Green pass in tabaccheria? «Un’assurda e inutile complicazione»

I titolari auspicano che la regola venga modificata prima di entrare in vigore il prossimo 1° febbraio
L'insegna di un negozio di Sali e tabacchi
L'insegna di un negozio di Sali e tabacchi

Niente sigarette dal primo febbraio se non si ha il Green pass. Vale anche per i tanti servizi di pubblica utilità offerti dalle tabaccherie. Per questa «inutile complicazione» la categoria compatta è sul piede di guerra. La regola è contenuta nel decreto legge che prevede da febbraio l’obbligo di Green pass base per uffici pubblici, banche, poste e negozi. Per i negozi sono arrivate alcune esenzioni, poche a dire la verità.

Si tratta di quegli esercizi commerciali che vendono beni ritenuti essenziali e tra questi, a differenza di quel che è avvenuto durante il lockdown, non ci sono i tabaccai. Che si domandano in coro: «Ma come, siamo passati in una categoria diversa per i capricci di chi ci governa? Quando eravamo in zona rossa ci hanno costretto a rimanere aperti anche se non entrava nessuno nei nostri negozi». È una lamentela unanime che da qualche ora percorre città e in provincia e intende mettere in luce «un provvedimento ritenuto ingiusto, oltre che una complicazione».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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