Green pass in tabaccheria? «Un’assurda e inutile complicazione»

Niente sigarette dal primo febbraio se non si ha il Green pass. Vale anche per i tanti servizi di pubblica utilità offerti dalle tabaccherie. Per questa «inutile complicazione» la categoria compatta è sul piede di guerra. La regola è contenuta nel decreto legge che prevede da febbraio l’obbligo di Green pass base per uffici pubblici, banche, poste e negozi. Per i negozi sono arrivate alcune esenzioni, poche a dire la verità.
Si tratta di quegli esercizi commerciali che vendono beni ritenuti essenziali e tra questi, a differenza di quel che è avvenuto durante il lockdown, non ci sono i tabaccai. Che si domandano in coro: «Ma come, siamo passati in una categoria diversa per i capricci di chi ci governa? Quando eravamo in zona rossa ci hanno costretto a rimanere aperti anche se non entrava nessuno nei nostri negozi». È una lamentela unanime che da qualche ora percorre città e in provincia e intende mettere in luce «un provvedimento ritenuto ingiusto, oltre che una complicazione».
I pareri dei titolari
«I più affezionati dei clienti pazienteranno comprensivi attendendo il loro turno - commenta Marco Mazzacani, titolare di una tabaccheria nel quartiere di Sant’Anna -. Le persone di passaggio no, e andranno altrove. Di certo, noi perderemo più tempo per assolvere a un obbligo insensato, che per servire chi entra nelle nostre tabaccherie e solitamente ci rimane pochi secondi. Non credo che riusciremo a rispettare il nuovo diktat e sono altresì convinto che cambieranno parere prima di febbraio».
Il presidente provinciale della Fit (Federazione italiana tabaccai) Carlo Belussi fa sue le parole del presidente nazionale Giovanni Risso che ha annunciato ricorso contro il provvedimento. «Ribadiamo che non è possibile controllare la certificazione vaccinale a tutti i nostri clienti - afferma Belussi -. Non è mancanza di volontà. È una questione pratica. I tabaccai sono spesso soli in negozio e, di certo, non possono allontanarsi dal bancone per controllare il green pass sulla soglia».
«Assurdo - dice Giuseppe Martinico, tabaccaio da oltre 25 anni nel centro storico in via X Giornate -. Mi sembra che sia più pericoloso andare a fare la spesa al supermercato rimanendoci mezz’ora che entrare in tabaccheria per trenta secondi. Se si ragiona di salute pubblica bisogna avere la testa sulle spalle. Non potremo controllare tutti coloro che entrano in tabaccheria. Sarebbe un problema, speriamo che la norma sia modificata in tempo».
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