Venticinque milioni di euro in più. Venticinque milioni in più per il futuro di tanti giovani studenti lombardi. Per l’anno formativo 2023/2024, salgono a 340 i milioni destinati da Regione Lombardia alla Dote formazione professionale: i contributi per sostenere economicamente studenti e studentesse degli istituti e dei centri di formazione professionale.
Un impegno notevole quello messo in campo dalla Regione e sostenuto da risorse comunitarie, statali e anche dal Pnrr. Nello specifico, il finanziamento regionale sarà di 202,7 milioni di euro, ai quali se ne aggiungono 42 stanziati dal Fondo Sociale Europeo plus, senza scordare i 95 del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Con il nuovo stanziamento, la copertura con risorse pubbliche dell’unità di costo standard per ogni studente iscritto aumenterà così di 90 euro e le tre fasce differenziate della Dote - suddivise in base ai diversi indirizzi di studio attivati - saliranno a 4.490, 4.790 e 5.090 euro. Nuove misure per un numero sempre maggiore di studenti: sono 60.000 quelli che si affidano alla Formazione professionale in Lombardia, tra i quali 7.432 bresciani.
Futuro
L’investimento è dedicato ai giovani, ma anche alle imprese lombarde, che di riflesso potranno contare su una maggior quantità di studenti già formati e pronti così ad entrare nel mondo del lavoro. «Non è soltanto un’iniezione di risorse - ha commentato il presidente Attilio Fontana -, è un modo per stimolare tutto il comparto. Tante aziende richiedono dipendenti formati e con delle qualifiche specialistiche, noi stiamo andando nella direzione giusta: vogliamo essere sempre più in grado di formare un numero di persone sufficiente al mondo del lavoro».
Secondo la Regione, le risorse aiuteranno gli studenti «fragili» e le loro famiglie, limitando l’abbandono scolastico. «L’aumento di fondi è tutto dedicato alla Dote - spiega l’assessora regionale all’Istruzione, Formazione e Lavoro Simona Tironi - e quindi il finanziamento per ogni studente aumenterà. È un’azione contro la dispersione scolastica: abbiamo visto dagli ultimi dati che raggiungiamo il 9%, a fronte del 13% di qualche anno fa. Questo ci indica che siamo sulla strada giusta e che grazie al modello della nostra formazione professionale riusciamo ad agire anche in questa direzione».
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