Brescia e Hinterland

Giornate Fai di primavera: 27 luoghi da (ri)scoprire in 2 giorni

Sabato 15 e domenica 16 torna l’iniziativa di primavera. Visite solo su prenotazione on line
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GIORNATE FAI DI PRIMAVERA

È la rinascita il filo conduttore delle Giornate Fai di primavera 2021. Non solo e non tanto per la stagione in cui si svolgono - anche quest’anno, come lo scorso, posticipata rispetto alle date canoniche di marzo -, quanto per il messaggio che portano con sé: la ripresa della cultura, della natura e della bellezza, la riscoperta del tempo libero e del territorio dopo un anno e mezzo che ci ha visti quasi sempre chiusi in casa.

L’appuntamento è per sabato 15 e domenica 16 maggio, con 27 luoghi da scoprire in tutto il Bresciano, di cui sei in città.

«La particolarità di quest’anno - spiega Simona Caridi, capo delegazione Fai Brescia - sarà un’impronta spiccatamente naturalistica, con spazi all’aperto, giardini e corti, oltre ai palazzi e alle ville che siamo soliti proporre. Come lo scorso anno, rinunceremo alle grandi masse, dando la possibilità di partecipare solo a coloro che si prenoteranno online, con gruppi di 6-15 persone». Nel complesso per la città saranno 2.350 i posti disponibili, spalmati nelle due giornate dalle 10 alle 17, con intervalli di circa mezz’ora tra una visita e l’altra.

Dove. Un invito alla (ri)scoperta che riguarderà siti noti e meno noti, a partire dal Teatro Grande, che aprirà le porte alla cittadinanza, permettendo di ammirare e conoscere da vicino le sue origini seicentesche, il Foyer, le stanze decorate dai pittori Tellaroli e Teosa e la Sala Grande. Spazio anche ai palazzi privati, come la dimora Cantoni Marca, in centro storico, che fu edificata da un ramo della casata dei Luzzago alla fine del Seicento. E ancora, Villa Pellizzari di Meduna, lungo la provinciale Brescia-Quinzano. Durante la visita verrà raccontata anche la storia della famiglia con alcuni aneddoti, tra i quali l’aver ospitato, durante la spedizione di Napoleone in Italia, l’allora giovane ufficiale Gioacchino Murat. Sempre in città, sarà visitabile la chiesa di Santa Maria al Mercato del Lino, tra corso Palestro e Piazza del Mercato, sorta accanto alle case a schiera cinquecentesche dei mercanti di lino e di panni, da cui la piazza, e poi la chiesa, presero il nome.

La chiesa di Santa Maria al mercato del lino - © www.giornaledibrescia.it
La chiesa di Santa Maria al mercato del lino - © www.giornaledibrescia.it

Come si fa. Sarà dunque possibile entrare, dopo anni di chiusura, in questo luogo caro alla devozione bresciana, recentemente restaurato grazie alla Fondazione Casa di Dio. Il percorso cittadino prevede infine un tour nel quartiere di San Bartolomeo, con la visita all’antico lazzaretto e al museo del Ferro. Per partecipare è necessario prenotarsi sul sito www.giornatefai.it.

È inoltre richiesta una donazione libera o la sottoscrizione della tessera annuale, per supportare il Fai. L’iniziativa ha raccolto il plauso del sindaco Emilio Del Bono, anche in vista del 2023: «Essere capitale della cultura non è solo un tema di stratificazione monumentale, ma è anche un fatto di consapevolezza della propria identità storica, artistica e sociale».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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