Ricordare le vittime, sensibilizzare la società civile, offrire riflessioni. Scopo della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza sulle donne, istituita nel 1999 e da allora celebrata ogni 25 novembre, è soprattutto questo: dare risposte a chi, ne sia consapevole o meno, si ritrova tra le numerose vittime o rischia di accrescerne le fila. L’Arma dei Carabinieri interpreta questo compito da sempre. Da anni lo declina con competenze e funzioni sempre più specifiche; un’evoluzione in linea con l’evoluzione dei fenomeni e degli sviluppi legislativi che hanno contraddistinto gli ultimi tre lustri: dalla legge che punisce lo stalking a quella che istituisce il codice rosso.
I numeri
L’esito dell’impegno dei Carabinieri è rappresentato plasticamente dai numeri totalizzati nell’ambito della violenza di genere. Dall’inizio del 2022, nella sola provincia di Brescia, sono stati 52 gli arresti compiuti, 537 le denunce raccolte, 269 le persone offese indirizzate ai centri antiviolenza della città e della provincia. L’intervento dei carabinieri si è tradotto anche in 48 ammonimenti del questore, in 19 allontanamenti dalla casa familiare, in 42 divieti di avvicinamento e in 9 divieti di dimora. Numeri, assicurano i vertici dell’Arma provinciale, in linea con le tendenze nazionali. Nelle statistiche non rientrano tutti quegli interventi che non si traducono in fascicoli e che rappresentano il cuore dell’opera dei carabinieri in materia di violenza di genere: ovvero l’ascolto offerto a chi porta in caserma il suo rapporto malato, la sua dignità violata, la sua cronica paura, la sua implacabile vergogna.



