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Brescia e Hinterland

LA RICORRENZA

Giornata per i diritti delle persone con disabilità: Brescia più attenta, ma l'inclusione è lontana


Brescia e Hinterland
3 dic 2022, 06:00
Maggiore attenzione per la disabilità, ma c’è ancora tanto da fare in città - © www.giornaledibrescia.it

Maggiore attenzione per la disabilità, ma c’è ancora tanto da fare in città - © www.giornaledibrescia.it

Il migliaio e oltre di persone con disabilità gravi che compromettono lo svolgimento delle normali attività quotidiane residenti nel Bresciano (dati Istat) è solo la punta dell’iceberg di un panorama molto articolato che, nelle diverse fasce di età e per differenti motivi, interessa oltre diecimila persone.

«Non esiste un dato statistico sul fenomeno e già questo dimostra quanto sia difficile agire senza conoscerne le dimensioni reali - afferma Alberto Arenghi, ingegnere e «Disability Manager» dell’Università degli Studi di Brescia -. Sappiamo per certo, con un dato pubblicato lo scorso marzo, quanti sono gli studenti disabili o con disturbi dell’apprendimento che frequentano il nostro ateneo: 250 su quindicimila iscritti. Per il resto, attendiamo un’analisi completa perché solo in questo modo si può affrontare il tema della disabilità in maniera globale come un componente della società e non con normative ad hoc per ogni specifico aspetto. Bisognerebbe avere una visione d’insieme».

Essere costruttivi

Nel merito della Giornata che si celebra oggi, il professor Arenghi è convinto che, «anche se c’è ancora tanto da fare su molt temi, oggi è più opportuno parlare di quanto è migliorato per essere costruttivi e propositivi». «Dunque, è indubbio che rispetto a dieci-venti anni fa, sul fronte dell’accessibilità a Brescia siano stati fatti significativi passi in avanti» aggiunge. Un’accessibilità ad ampio raggio raccontata, dunque, da una persona che si muove in carrozzina. «Non parlerei di un’aumentata sensibilità, piuttosto di una ritrovata attenzione o perché realmente persone e istituzioni credono che sia giusto migliorare o perché sono costrette a farlo in virtù delle leggi che lo prevedono. Prendete, ad esempio, il provvedimento del 110% per gli immobili: non prevedeva solo agevolazioni per fare il cappotto alle case, ma anche per renderle più accessibili e, vi assicuro, se una casa è più accessibile per chi non può camminare, lo è per tutti coloro che la abitano». L’attenzione c’è.

Le barriere

«Anche per le barriere architettoniche: alcune resistono, è vero, ma non possiamo negare un miglioramento generale. Che include anche la possibilità, pe noi in carrozzina, di poter circolare sulle piste ciclabili. Certo, devono essere quelle vere, ben conformate, e non quelle solo "disegnate" sulla strada. Laddove sono in sede propria, vi porto l’esempio dall’Ospedale Civile alla zona nord della città, possiamo anche noi percorrere la città in modo sicuro, anche perché la tecnologia ci permette di trasformare la carrozzina in triciclo elettrico. Piste che, dunque, sono concretamente elementi di città accessibile anche a chi ha difficoltà di movimento. Come credo sia auspicabile, al di là della dibattito politico che la circonda, la realizzazione dell’ascensore che va in Castello e su, fino alla torre Mirabella. Auspicabile per noi e per gli anziani e per tutti coloro che, anche per tempi limitati, hanno problemi di mobilità».

Segnaletica che indica la presenza di una ztl (archivio) - © www.giornaledibrescia.it

I problemi

Tutto bene, dunque? Ovviamente no. Ci sono ancore troppe situazioni in cui la disabilità, condizione dovuta a una menomazione fisica o mentale, si trasforma in handicap, ovvero trova ostacoli oggettivi nella vita e nella società. «Uno dei problemi più gravosi è doversi giustificare e produrre documenti all’infinito per dimostrare quello che si è già dimostrato» spiega. L’esempio è il tagliando per disabili che si pone sul vetro dell’automobile e che permette di parcheggiare in spazi dedicati e di circolare anche nelle zone dei centri storici,le famose Ztl. «Risiedo a Brescia e, dunque, per Brescia nessun problema. Tuttavia, ogni volta che transito in un comune diverso, della nostra provincia o del resto del paese, mi ritrovo una multa. Allucinante. Basterebbe un’anagrafe nazionale condivisa. Invece no, devo continuamente spiegare e produrre documenti.

Viaggiare in treno

E muoversi in treno? «Beh, per andare a Roma impiego mezza giornata per organizzare la trasferta. Intanto, prenoto un albergo e chiedo se è accessibile. Mi rispondono di sì. Peccato che, all’arrivo, trovo due o tre gradini all’ingresso. Poi, prenoto il treno, ma devo arrivare almeno mezz’ora prima della partenza per avere un aiuto ad accedervi. Quando si cambia a Milano, c’è un margine di un quarto d’ora. Poco. Non mi resta che attendere il treno successivo. E l’aeroporto? Solo chi arriva a Malpensa può raggiungere Brescia con i mezzi pubblici, con il rischio comunque di perdere il treno a Milano, prenotato dall’estero 48 ore prima. Dagli altri aeroporti, un disabile in carrozzina non ha a disposizione nessun mezzo pubblico».

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