Signora ministra, lei è candidata per il Senato nel collegio uninominale che comprende tra l’altro la Bassa Bresciana e Desenzano, aree in cui ha iniziato a fare politica. Ed è candidata per Azione con Italia viva: un ritorno alle radici o un nuovo inizio?
Non ho mai abbandonato il mio territorio. Con il Ministero per gli Affari regionali e le Autonomie ho realizzato il progetto di legge per il quale tanti lombardi hanno espresso parere favorevole relativo all’autonomia regionale. La caduta del governo Draghi però ci ha impedito di vederlo approvato in Consiglio dei ministri. Poi è partito da oltre un anno il supporto all’assegnazione di importanti risorse del Pnrr all’area bresciana. Penso per esempio ai 30 milioni di euro per la Ciclovia del Garda e ai 300 milioni per la sperimentazione dell’idrogeno sulla linea Brescia-Iseo-Edolo. Ora il governo - pur limitato all’attività corrente - è al lavoro per portare a termine la quasi totalità degli obiettivi del secondo semestre.
Come ha spiegato ai suoi elettori l’addio a Forza Italia e l’impegno in Azione?
Dai messaggi che ricevo so di essere stata compresa, anche perché ho spiegato la mia scelta nel momento in cui Lega e Forza Italia, con l’appoggio rilevante del M5S, hanno sfiduciato Draghi nel momento di maggior impegno del governo. Un gesto irresponsabile. A questo va aggiunto che Forza Italia da tempo si è adeguata alle politiche di Salvini, di sostegno al sovranismo di Orban e alla destra lepenista. Le basi sulle quali era nata Forza Italia sono state terremotate. Ho deciso di lasciare, trovando in Azione e in Calenda i valori liberali, popolari e riformisti che possono dare una prospettiva nuova al Paese. Lei conosce bene il territorio.



