Una preoccupazione moderata, in attesa di vedere cosa riserverà il meteo. È ai massimi livelli l'acqua del lago di Garda, addirittura a 137 centimetri, 2 oltre il limite massimo di 135 sopra lo zero idrometrico misurati a Peschiera, stabilito dai regolamenti per il periodo maggio-giugno. Livello preoccupante, ma che non suscita particolare allarme esondazione che scatta solamente oltre la soglia dei 160 centimetri.
Nella peggiore delle ipotesi, un lago con forte vento e, di conseguenza, un moto ondoso di un certo rilievo potrebbe spingere acqua sul lungolago di quei Comuni che sono collocati a livelli bassi, cioè Salò e Gardone per la riviera bresciana, Bardolino per quella veronese.
Tutto sommato la situazione appare sotto controllo, monitorata ora per ora dall'Agenzia interregionale per il fiume Po, dalla Comunità del Garda e, localmente, dai singoli Comuni benacensi. Non a caso, infatti, se si fa un raffronto dei livelli degli ultimi anni si vede come il livello del più grande lago italiano nel triennio che va dal 2008 al 2010 si sia attestato fra 115 e 138 centimetri.
In questi giorni, proprio per tenere sotto controllo il livello, lo scarico è stato progressivamente aumentato dall'ingegner Luigi Mille (responsabile dell'Aipo) prima a 120 e, negli ultimi giorni, a 140 metri cubi secondo. Si tratta di una fuoriuscita record considerando che il massimo scaricabile è di 200 metri cubi/secondo e che tale portata non è mai stata raggiunta negli ultimi anni. L'acqua viene riversata per lo più nel fiume Mincio ma anche nelle due derivazioni, cioè nei canali irrigui e industriali Virgilio e Seriola.
Gli alti livelli sono da un lato collegati alla situazione complessiva del lago, che non si è mai abbassato e che, nei mesi invernali e primaverili, grazie alle piogge, ha poi riguadagnato quota. Nell'ultima settimana l'apporto di acqua è risultato eccezionale, perché alla pioggia si è sommata all'acqua proveniente dal disgelo della neve in montagna. Tanto che nella prima parte della scorsa settimana, nel lago finivano anche 300 metri cubi al secondo, contro una fuoriuscita di 140.
La tregua nelle piogge e l'aumento dello scarico ha consentito di invertire l'aumento del livello del lago, salito in 24 ore di ben 4 centimetri, fino a raggiungere quota +138, così che venerdì c'era stato il primo calo, anche se limitato ad un solo centimetro corrispondente a ben 3,7 milioni di metri cubi d'acqua.
«Il monitoraggio dei livelli del Garda continuerà nelle prossime settimane - conferma Lucio Ceresa, segretario generale della comunità del Garda ed esperto del regime idrico del lago -. L'obiettivo è quello di mantenere sì un livello alto, così da avere una buona riserva d'acqua per i mesi estivi, ma non tale da rischiare guai».


