Lo ritiene uno scenario improbabile, ribadisce che di una sua acclamazione al Colle fosse «totalmente all’oscuro», ma non nasconde che trovarsi nella lista dei desiderata sia decisamente «un buon segno», perché significa che i cittadini-elettori stanno lanciando un chiaro appello alle istituzioni: il richiamo ai valori pro vita e pro famiglia.
Lui è il dottor Massimo Gandolfini, volto e voce dell’associazione Family Day e neurochirurgo in Poliambulanza, e una parte del mondo Cattolico lo vedrebbe bene a Roma, pronto a prendere il testimone di Sergio Mattarella come Capo dello Stato. I suoi «spin doctor» hanno già anche lo slogan pronto: «Un chirurgo per ricucire l’Italia». Un tentativo, quello di mettere sul tavolo per la presidenza della Repubblica la candidatura del neurochirurgo bresciano, per evidenziare quanto a una parte dell’area cattolica stia stretta la scelta ingabbiata tra le sole tre opzioni in pole: l’attuale premier Mario Draghi, il leader di Forza Italia Silvio Berlusconi e quel generico «una donna» che spesso compare nei sondaggi non senza fare discutere.




