Il mondo e le categorie dell’economia bresciana si connettono con l’Europa. Le imprese manifatturiere ed agricole, ma anche i centri di ricerca, le università, i consorzi, i semplici cittadini. Per capire dai principali attori pubblici e privati dell’Unione lo stato dell’arte sui progetti che riguardano l’innovazione, la sostenibilità e l’economia circolare, per conoscere i bandi con le risorse che nei prossimi sette anni l’Ue metterà a disposizione delle imprese in questi campi.
L’obiettivo è fare di Brescia la capitale italiana dello sviluppo sostenibile, grazie a idee, iniziative, investimenti nell’industria, nell’agricoltura, nel contesto urbano del capoluogo. È questo il senso di «Futura digital time», in programma da venerdì 27 a domenica 29 sul web. Tre giorni di confronto a distanza con protagonisti da una parte le imprese, dall’altra funzionari della Commissione europea e gli esperti dell’European Technology Platform, l’ente che promuove l’innovazione con le imprese leader dei vari settori, gli enti pubblici, i centri di ricerca.

Industria. Si tratta di argomenti tutt’altro che astrusi. Riguardano il futuro del pianeta, ma anche la stessa sopravvivenza del sistema produttivo. Angelo Baronchelli, vice presidente di Confindustria, lo dice chiaramente: «Le imprese che negli anni scorsi sono state attente ai temi della sostenibilità, investendo, sono ancora forti sul mercato, chi non ha capito la novità è scomparso». Confindustria Brescia partecipa in maniera convinta a «Futura». Allo stesso modo anche la Coldiretti. «Brescia agricola - sottolinea il vice presidente Silvano Brescianini - guarda con grande interesse all’innovazione nella filiera agroalimentare e al rapporto con la biodiversità». Il contributo della Fondazione Una verterà proprio su quest’ultimo aspetto. «Il nostro compito è far dialogare il mondo venatorio, quello scientifico e quello agricolo, finora rimasti separati» spiega il presidente Maurizio Zipponi.
In calendario, sabato, un confronto sul ruolo della prossima Pac (Politica agricola comune) per la conservazione della biodiversità, anche per sollecitare l’alleanza fra cacciatori e agricoltori a questo scopo. Una delle tante proposte, che coinvolgono il sistema produttivo ma anche i singoli cittadini, le associazioni, chi è interessato a conoscere dove e come si muove l’Europa. Per vivere meglio l’economia e l’ambiente.


