Brescia e Hinterland

Era dal dopoguerra che non nascevano così pochi bambini a Brescia

Record negativo di nascite e morti per Covid: lo scorso anno «persi» 1.387 residenti. Dati in calo in 113 Comuni
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POPOLAZIONE, CALO RECORD

Il 2020 era stato salvato dal «saldo migratorio» e dal ricalcolo del censimento permanente. L’iniziale calo della popolazione era infatti stato corretto dall’Istat: nell’anno dello scoppio della pandemia, pur con il boom di decessi, i residenti nel Bresciano avevano continuato la crescita. Ora invece i nuovi dati dell’Istituto di Statistica dicono che lo scorso anno le «migrazioni» dall’estero o da altre provincie non hanno colmato il crollo delle nascite e l’eccesso di mortalità che comunque si è confermato anche nel 2021. Così, lo scorso 31 dicembre, la popolazione residente in provincia di Brescia è scesa a 1.254.322 abitanti, quasi 1.400 in meno rispetto a dodici mesi prima. Un calo figlio di una dinamica nazionale ma che - stando ai dati Istat «corretti» - fotografa la prima diminuzione dei residenti nel Bresciano dal dopoguerra.

Il report

Lo scorso anno la popolazione italiana è calata di 253mila unità scendendo a quota 58.981.222. Nei due anni di pandemia il calo è stato superiore ai 600mila abitanti, soprattutto per effetto del saldo naturale: più decessi (709mila nel 2021) e meno nascite (399mila). Segnali positivi per i movimenti migratori, in aumento rispetto al 2020, ma in misura non sufficiente a recuperare quanto perso nel primo anno di pandemia. La fotografia è quella dell’Istat contenuta nell’ultimo report sulla «Dinamica demografica. Anno 2021», pubblicato ieri. Il dossier mostra una nuova contrazione della popolazione nazionale, pari allo 0,4% in meno, che rappresenta un «salto indietro di una quindicina di anni in termini di numero di abitanti».

Denatalità

Colpisce il nuovo record negativo delle nascite dall’Unità d’Italia: nel 2021 sono stati solo 399.431 i bambini iscritti all’anagrafe a livello nazionale, in diminuzione dell’1,3% rispetto all’anno precedente e del 31% rispetto al 2008, il picco più recente. Nel Bresciano le nascite sono scese sotto quota 9mila (8.807), il 2,7% in meno rispetto al 2020 e in calo di quali il 6% sul 2019. Nel 2001 sfioravano quota 11mila (10.989): in pratica lo scorso anno si sono contati oltre 2mila bambini in meno rispetto a vent’anni fa.

In base ai bollettini Istat, nel 2021 zero nascite in tre paesi bresciani (Magasa, Treviso Bresciano, Paisco Loveno); 1.401 i nuovi nati in città, 216 a Montichiari, 182 a Rovato, i tre Comuni bresciani con il maggior numero di registrazioni di neonati all’anagrafe.

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L’impatto del Covid

Calano le nascite ma aumentano i decessi. Dopo gli oltre 16mila morti del 2020 (causa Covid), anche nel 2021 i decessi nel Bresciano hanno superato il dato degli anni precedenti: 13.358 quelli riportati nelle tabelle dell’Istituto di Statistica. Ben 2.531 i decessi in città, 307 a Desenzano, 240 a Montichiari.

Con meno nascite e l’elevato numero di decessi la dinamica naturale negativa prosegue da ormai un decennio. Il saldo naturale nazionale, che già nel 2020 aveva raggiunto un valore inferiore solo a quello record del 1918 (meno 648 mila), nel 2021 registra un ulteriore deficit di «sostituzione naturale» pari a meno 310mila unità. Nel Bresciano la differenza tra nascite e morti vede un calo di 4.551 abitanti. I dati più negativi nel saldo naturale si registrano in città (-1.130), a Desenzano (-140), Salò (-124), Lumezzane (-107) e Gardone Val Trompia (-85).

Segno meno nella stragrande maggioranza dei Comuni. Ma in 27 paesi bresciani lo scorso anno si sono contati più neonati che lutti. Il saldo positivo migliore a Rovato (+27), poi San Gervasio (+25) e Rudiano e Montirone (+17). Segnali positivi arrivano anche dai movimenti migratori: il 2020 aveva visto una «correzione censuaria» che aveva compensato il calo delle nascite. Nel 2021 il fenomeno migratorio da e per altri Stati o territori vede invece un saldo positivo di 3.164, che attenua il calo della popolazione bresciana. Fatto sta che al 31 dicembre dello scorso anno i bresciani erano 1.387 in meno rispetto a dodici mesi prima. Di fatto il primo calo dal dopoguerra: nel 1951 i bresciani erano 858mila, nel 2019 erano saliti a un milione e 255mila e lo scorso anno sono ridiscesi al livello del 2018.

La mappa

Nel saldo complessivo Manerbio risulta essere il Comune bresciano che ha guadagnato più abitanti (+166), seguito da Montichiari (+139) e Villa Carcina (+96). In rapporto alla popolazione sono però i piccoli paesi di Losine e Irma a crescere di più: per entrambi nel 2021 il numero dei residenti è cresciuti di oltre il 3%, sebbene in termini assoluti si tratti di piccoli numeri (+19 per Losine, +4 per Irma). Capovolgendo la classifica, è la città a registrare il calo più forte di popolazione: 454 residenti in meno, seguita da Lumezzane (-245) e Toscolano-Maderno (-120). In termini percententuali in rapporto alla popolazione il calo maggiore si registra invece a Lozio (-6%), Saviore (-5,9%) e Tignale (-3,3%).

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