È allarme per il taglio dei fondi tra i librai. Ma nel Bresciano resistono in 100

Ieri in città l’assemblea dell’associazione nazionale e il lancio della formazione a livello internazionale
Una libreria - © www.giornaledibrescia.it
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Se la copertina è stata scelta a Francoforte, la prima pagina è stata scritta ieri a Brescia. Per la prima volta in assoluto si è svolta in città l’Assemblea nazionale Ali, acronimo che sta per Associazione librai italiani e che rientra del novero delle realtà produttive aderenti a Confcommercio: l’argomento principe dell’incontro ospitato nell’auditorium Santa Giulia ha riguardato proprio la nascita del Coordinamento delle Scuole europee di formazione per librai, avvenuta alla 75esima Buchmesse, che si è svolta nel mese di ottobre 2023.

Brescia al centro

E a Brescia sono state presentate le prime mosse di questo organismo che mira a mettere in comune le varie esperienze del continente, in special modo in Italia, Irlanda, Spagna, Inghilterra, Francia e Germania.

Ma a Brescia e nel resto d'Italia qual è lo stato di salute di un settore così importante per la vita culturale di ogni Paese e per lo scambio democratico delle idee? In tutta la provincia attualmente le attività librarie sono 61 e nel comune capoluogo la cifra è di 26.

La tenuta. «Non possiamo parlare di un periodo florido ma senz’altro nell’ultimo anno e mezzo le librerie hanno tenuto - il loro numero è rimasto stabile -, anche se stanno ancora pagando un prezzo altissimo per la concorrenza delle vendite online, che porta via enormi fette di mercato e ha costretto molte indipendenti a chiudere» ricorda Alessandro Delpanno, ufficio stampa di Confcommercio Brescia.

Ed è lo stesso presidente dell’associazione di via Bertolotti, Carlo Massoletti, a sottolineare quanto i librai abbiano subito «la concorrenza spesso sleale del commercio via Internet. Quelle che restano sono resilienti e guidate da persone che hanno una grande missione: oggi chi esercita questa professione lo fa per coinvolgimento, passione e grande convinzione, prima ancora che per portare avanti un’impresa di natura economica».

Il filo che si spezza. In queste settimane però il filo sottile sul quale librai e altri lavoratori del settore camminavano con attenzione rischia di spezzarsi di nuovo, come durante gli anni più foschi, in cui l’arrivo dei colossi delle vendite online cambiarono le abitudini di molti.

Come ha sottolineato in molti modi il presidente nazionale di Ali Paolo Ambrosini «rischiamo di tornare al passato cupo di quando non c’erano strumenti a sostegno della domanda di lettura e delle imprese librarie. Il governo adesso ha deciso di tagliare il fondo biblioteche per 30 milioni di euro e ha scelto di sottofinanziare la forma di tax credit che riguarda le librerie, per altri 10 milioni. Noi facciamo appello al governo stesso, alle istituzioni, alle forze parlamentari perché si rendano conto del rischio che si corre togliendo questi sostegni alle 4300 librerie che resistono in Italia, con 11mila occupati, in ripresa dopo anni bui».

Corso alta formazione

Strumento di questa ripresa è lo stesso coordinamento europeo, proseguimento dell’iniziativa nata con la creazione del Corso di alta formazione in gestione della libreria, avviato in collaborazione con l’Università Ca’ Foscari di Venezia e arrivato alla 18esima edizione che inizierà il 15 marzo: le iscrizioni sono aperte fino al 20 febbraio 2024.

«Iniziative centrali per il futuro di attività che sono presidi sociali importanti e poli di dibattito nei centri storici, e che dimostrano elevata qualità imprenditoriale. È importante dare supporto sia alle indipendenti sia ai grandi marchi» rimarca Delpanno.

I tagli potrebbero rappresentare un duro colpo al settore, in un momento di assestamento maturato tra mille difficoltà. «Il bonus del tax credit funziona a seconda del fatturato, quindi aiuta molto le più piccole. Il credito d’imposta riguarda la Tari, la tassa sulla pubblicità, i canoni d’affitto e quindi aiuta a mantenere tante realtà vive e aperte».

Libri per sognare

È il presidente stesso di Confcommercio a dire che «il governo dovrebbe dimostrare attenzione per questa resilienza di cui parlavamo. E un’esperienza che ho appena vissuto è stata illuminante: lo scambio tra le nostre associazioni di Brescia e di Bergamo per "Libri per sognare", che ha coinvolto i bambini di quinta elementare e di prima media delle due province. Su impulso dei librai abbiamo fornito ai ragazzini libri di autori per infanzia e adolescenza, chiedendo di recensirli. Alla fine, alle premiazioni, a Treviglio ci siamo trovati davanti tremila bambini! È stato estremamente emozionante: ho capito che è così che costruiamo un pezzo del futuro di questa generazione, più che in molti altri modi».

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