Brescia e Hinterland

Droga dello stupro: come difendersi

Dopo la denuncia di due ragazze «drogate da amici» nel Bresciano i consigli di Tiziana Moioli, psicologa e consulente del Sert
Giovanna Capretti

Giovanna Capretti

Vicecaposervizio

Due ragazze
Due ragazze

Non restare sole, fare attenzione a cosa si beve e a chi lo offre, e in caso di sospetta violenza denunciare il fatto, anche facendosi assistere da uno psicologo. Sono i consigli che Tiziana Moioli, psicologa e psicoterapeuta, consulente del Sert di Brescia e del centro Dipendiamo di Bergamo, dà alle donne che sospettano di essere state drogate a loro insaputa e abusate, come è accaduto alle due giovani bresciane che hanno sporto denuncia contro amici che hanno tentato di anestetizzarle, fortunatamente senza riuscirci. «Il fenomeno - spiega Moioli - è sempre più diffuso perché le cosiddette "date rape drugs" sono semplici da acquistare e somministrare.

La loro caratteristica è di rendere più vulnerabili all’aggressione sessuale perché chi le assume non ricorda i dettagli della violenza subita. L’effetto, il giorno successivo, è quello di una forte ubriacatura, senza ulteriori ricordi».

Come ci si può accorgere di aver subito violenza, e quindi denunciare? «Bisogna fare attenzione ad altri dettagli, mutandine sporche, perdite vaginali, lividi sul corpo... Se si è arrivati allo stordimento, le analisi possono confermare la presenza di sostanze ancora in circolo nel corpo».

E come si può prevenire questo genere di aggressione? «Queste droghe hanno un effetto velocissimo, già dopo 10-15 minuti si può risultare di colpo ubriachi o eccitati a dismisura. Chi è con noi può accorgersi di questi improvvisi mutamenti, e intervenire subito. Sono droghe inodori, talora salate o molto dolci ma difficili da distinguere in cocktail alcolici, ma ogni stranezza deve mettere in allerta. Negli Usa vendono cannucce che cambiano colore a contatto con sostanze stupefacenti, da noi non so. Queste cose - aggiunge Moioli - accadono in situazioni aggregative, feste o discoteche in cui il senso di appartenenza, soprattutto tra gli adolescenti, è molto forte. Ci si sente amici, si dà confidenza a sconosciuti. Anche in questo caso non si deve restare mai soli, e si deve accettare da bere solo da amici intimi e di lunga data, se no è meglio procurarsi da soli la bibita».

Come si arriva all’aiuto? «Se c’è un sospetto si procede alla denuncia, ma è importante farsi seguire psicologicamente. Perché in questi casi la mente non ricorda, e potrebbe sembrare meglio, invece no perché il corpo ricorda e ci si trova ad elaborare il trauma di un’aggressione sessuale subita, senza sapere come è andata davvero, e sentendosi in colpa per quello che si sarebbe potuto fare o non fare prima. Si deve accettare l’idea che se è accaduto si è solo vittime».

A chi rivolgersi? «Ai centri antiviolenza, oppure a uno psicologo che si occupi di elaborazione di traumi legati ad aggressione sessuale, serve un percorso ad hoc».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

Canale WhatsApp GDB

Breaking news in tempo reale

Seguici
Caricamento...
Una data speciale, da ricordare con la prima pagina del GdBUna data speciale, da ricordare con la prima pagina del GdB

Dall’archivio storico, disponibile dal 27 aprile 1945 a oggi

SCOPRI DI PIÙ
Delitti Bresciani, il podcast del GdBDelitti Bresciani, il podcast del GdB

I grandi casi della cronaca nera e giudiziaria che hanno varcato i confini della provincia e sono diventati casi nazionali

ASCOLTA