La semplificazione ammistrativa passa anche per il Documento unico di circolazione, una sorta di «nuova carta d’identità» dei veicoli in sostituzione del vecchio libretto e del certificato di proprietà, riunendo in un unico documento tutti i dati: quelli tecnici forniti dal Ministero dei Trasporti e quelli relativi alla proprietà gestiti dal Pra, il Pubblico registro automobilistico. Il Duc offriva nell’idea di chi lo ha ideato grandi vantaggi per snellire le pratiche burocratiche, se non fosse che a distanza di mesi dal suo ingresso in vigore si manifesta come un problema insormontabile, con moltissime pratiche bloccate e in attesa di essere evase.
Qual è il problema
E questo per le diverse difficoltà di comunicazione tra i sistemi degli enti coinvolti - Umc e Pra - con il risultato che le pratiche si accumulano in via Grandi dove solo tre persone sarebbero oggi addette alla materia, al netto di malattie, assenze e ferie, con diversi mezzi di lavoro già venduti che non possono essere targati e consegnati perché manca il necessario documento. Senza quindi il Duc, per ottenere il quale in molti casi è necessario aspettare anche due o tre settimane. Esattamente l’opposto del criterio della semplificazione voluta.




