È tornata per dire grazie. Dopo quattordici anni, è ripartita dall’Uruguay per incontrare il chirurgo che nel gennaio 2009 «le ha dato una seconda possibilità», come si legge in calce al disegno del grande cuore che Martina ha donato a Daniele Alberti, direttore della Chirurgia pediatrica dell’Ospedale dei Bambini al Civile di Brescia.
Emozione pura
Difficile descrivere l’emozione dell’incontro senza avere il privilegio di provarla. Si può solo intuire, dagli sguardi, dall’abbraccio, dagli occhi lucidi di Daniele, il carico emotivo provato da due persone che si rivedono dopo tanto tempo. In realtà, è come si vedessero per la prima volta, perché all’epoca Martina aveva solo quattro anni e l’unica cosa che ricorda sono le pareti della sua camera d’ospedale. «Una seconda possibilità». Una frase che risuona, ritorna, viene ripetuta, soprattutto dai genitori Marina e Carlos che ricordano l’angoscia quando seppero che la loro piccola aveva una grave malformazione all’addome. Tanto grave che nel 2008 l’intervento chirurgico per curarla veniva effettuato solo in quattro ospedali al mondo: a Chicago, a Parigi, a Bruxelles e in Italia.



