Dalle nostre Rsa sos al Sudamerica: «Servono infermieri»

Un appello agli infermieri e studenti infermieri sudamericani è stato inviato da Uneba Lombardia per proporre ai giovani di venire a lavorare nelle proprie strutture in Italia, in risposta all’attuale emergenza per la carenza di personale in Italia.
In un video di dieci minuti le testimonianze di chi lavora nelle Residenze sanitarie assistenziali aderenti all’Uneba (Unione nazionale istituzioni e iniziative di assistenza sociale), la più rappresentativa e longeva organizzazione di categoria del settore sociosanitario, assistenziale ed educativo, con quasi 1000 enti associati in tutta Italia, quasi tutti non profit di radici cristiane. Tra questi, anche importanti realtà di Brescia e provincia.
Uneba ha scelto di accedere al mercato internazionale, assumendo infermieri formati nelle università dei Paesi di origine e offrendo loro un lavoro stabile negli enti sociosanitari lombardi partendo da un dato, sempre più allarmante: si stima che solo nell’ambito sociosanitario manchino circa 3 infermieri ogni 100 posti letto.
Tradotto, significa 230 infermieri solo nel Bresciano, circa quattromila in tutta la Lombardia solo per lo specifico settore che si presenta, dunque, in particolare sofferenza a fronte di una crescente domanda di servizi legata all’invecchiamento della popolazione.
Una carenza cronica che si è acuita in seguito alla pandemia, durante la quale molti professionisti hanno scelto di partecipare ai concorsi pubblici e di trasferirsi a lavorare in ospedale. Una sorta di percorso inverso rispetto a quello testimoniato da alcuni operatori nel video inviato in Sudamerica.
Paola, infermiera da trentadue anni, dopo un primo periodo in ospedale, ha scelto la Rsa. «Intanto, infermieri si nasce, non si sceglie di diventarlo - afferma -.Bisogna essere portati, avere molta pazienza. Non è facile avere a che fare con persone che soffrono, che si lamentano, che muoiono. Però, c’è una forza che consente di esserci. In Rsa si lavora in modo diverso rispetto all’ospedale: una minore frenesia che permette di avere rapporti autentici con gli ospiti con i quali si crea un ambiente familiare. La relazione, in Rsa, è alla base di tutto».
È, questa, parte della testimonianza che gli infermieri delle Rsa trasmettono in video ai colleghi. Un’iniziativa che rappresenta il passaggio finale di una sperimentazione e di un dialogo avviati da Uneba Lombardia con alcune Università del Sud America, in particolare Perù, Argentina e Paraguay. «Abbiamo scelto Paesi di lingua spagnola, e quindi vicini a noi per lingua e cultura, e strutture di formazione che garantiscono le competenze necessarie e gli standard formativi europei» ha affermato ieri in conferenza stampa Luca Degani, presidente Uneba Lombardia.
«La carenza di infermieri - ha aggiunto - si tramuta in standard assistenziali di minore qualità, in ritmi di lavoro più duri per gli infermieri in servizio con aumento dei rischi per gli assistiti ed interi servizi chiusi perché non si può garantire la presenza di infermieri per le 24 ore.
Per questo ci siamo interrogati per individuare una soluzione possibile e rapida alla carenza di infermieri, perché non possiamo aspettare i futuri laureati in infermieristica, sempre che ci sia la volontà politica di aumentare i posti nelle varie università, nè di aspettare che i diversi rappresentanti professionali si accordino sui profili di nuovi operatori della salute».
Riproduzione riservata © Giornale di Brescia
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