Brescia e Hinterland

Covid, rapporto casi-abitanti: Brescia sotto la media

La verifica sulle tabelle fa fare un balzo ai decessi, ma 18 risalgono a dicembre. Ieri altri 100 contagi
In Lombardia 12.790 tamponi nelle ultime 24 ore - Foto © www.giornaledibrescia.it
In Lombardia 12.790 tamponi nelle ultime 24 ore - Foto © www.giornaledibrescia.it

L’altalena dei numeri vede scendere Brescia e salire Varese, ieri provincia lombarda con il maggior numero di contagi. Colpa delle oscillazioni nelle registrazioni dei tamponi, frequenti a inizio settimana. Ecco perché il dato settimanale è più affidabile rispetto al dato quotidiano. Fatto sta che ieri, nel Bresciano, si sono registrate 100 nuove infezioni da Sars-Cov-2, un terzo rispetto al dato di lunedì (302).

Drammatico, però, il dato dei decessi. La conta dei morti va infatti aggiornata con 20 nuove vittime del virus, 5 in città, 4 a Nave, 3 a Salò. Si tratta del dato più alto dallo scorso 9 dicembre dovuto però dall’aggiornamento dei database delle anagrafi comunali. Solo due di quei decessi, infatti, sono avvenuti quest’anno: una donna di 88 anni di Brescia e un 70enne di Preseglie, deceduti il 4 gennaio. Gli altri 18 morti risalgono a dicembre, dal 2 (una donna di 100 anni della città) al 27 (un 70enne di Nave). In mezzo vanno segnalati anche i decessi di due 50enni, un uomo di 56 anni di Lonato e un 50enne di Montichiari.

Al di là della data, importante per valutare il corretto andamento della curva dei decessi Covid, resta che il totale delle vittime del coronavirus nel Bresciano sale in maniera spietata fino a 3.153. Numeri ufficiali che, come abbiamo scritto più volte e come certificato da Istat e Iss, sono ampiamente sottostimati.

Nelle ultime 24 ore, in Lombardia, sono stati registrati 1.338 contagi a fronte di 12.790 tamponi. Il tasso di positività resta più o meno quello di lunedì, passando dal 10,5% al 10,4%. In provincia di Varese 304 casi, più di Milano che si ferma a 254, 162 a Mantova, 121 a Como e 100 a Brescia.

Va detto che, in base al rapporto tra totale dei contagiati e popolazione, la nostra provincia con il 3,42% è sotto la media nazionale (3,6%) e regionale (4,8%). Anzi le due province più colpite nella prima ondata, Brescia e Bergamo, sono quelle dove l’incidenza dei positivi sulla popolazione è più bassa. A Bergamo il tasso si ferma al 2,5% mentre il valore più alto si registra nella provincia di Varese, che sfiora il 6%, seguita da Como (5,78%) e Monza (5,58%).

Questo si spiega in gran parte con la diversa capacità di screening tra le due ondate: a marzo e aprile l’impatto devastante è stato quello dei decessi, quadruplicati nei Comuni bresciani e orobici, a fronte di un numero di contagi tutto sommato ridotto per i pochi tamponi realizzati. Ora il numero di test diagnostici è dieci volte tanto, cosa che consente di intercettare prima e meglio la diffusione del contagio. Non a caso la maggior parte dei positivi sono ora asintomatici, in isolamento a casa. E così la seconda ondata, che ha colpito di più l’Ovest Lombardia, ha numeri di contagi ben più alta della prima, che resta però più letale.

Il capoluogo è ovviamente il Comune bresciano più colpito, con un rapporto casi-popolazione del 3,68%. Nella top ten dei paesi con più contagi è Gavardo ad avere il rapporto più alto (4,77%). In base alle tabelle regionali, che prendono in considerazioni i Comuni con almeno 30 casi, è invece Cevo il comune con il rapporto più alto (6,18%), seguito da Vestone (6%) e Pertica Bassa (5,9%).

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