Anzitutto è necessaria una premessa per evitare fraintendimenti e facili allarmismi: la trasmissione all’uomo del Sars-Cov2 attraverso fognature e sistemi di depurazione delle acque non è mai stata accertata e, stando al rapporto «Indicazioni ad interim su acqua e servizi igienici in relazione alla diffusione del virus Sars Cov 2» redatto lo scorso aprile dall’Istituto superiore di sanità, è improbabile che si verifichi.
Nonostante ciò, però, «un rischio di trasmissione fecale-orale può sussistere» - così , si legge nel rapporto, a garantire la «rimozione integrale del virus prima che le acque depurate siano rilasciate nell’ambiente» sono i sistemi di disinfezione che i depuratori con potenzialità superiore ai 2mila abitanti, dovrebbero avere, e che vengono attivati nei casi di epidemie. E veniamo alla notizia. Il rapporto redatto il 7 aprile dall’Istituto superiore di sanità, una settimana dopo viene trasmesso ai Gestori del servizio idrico integrato e alle autorità ambientali e sanitarie locali, Arpa e Ats, dal settore Ambiente e Protezione Civile della Provincia, per gli adempimenti di competenza.



