Connessioni illecite tra imprenditori e funzionari pubblici agevolate da un consulente fiscale. Per questo la Guardia di Finanza ha eseguito all’alba di oggi undici misure cautelari personali, sette in carcere e quattro ai domiciliari, nei confronti di un commercialista (titolare di uno studio di consulenza legal-tributaria), cinque imprenditori bresciani, quattro appartenenti alla Guardia di Finanza e un funzionario dell’Agenzia delle Entrate di Brescia.
«In particolare, con le indagini, condotte dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Brescia, sono state scoperte e disvelate una serie di connessioni illecite tra imprenditori e pubblici ufficiali, aventi quale “baricentro” uno studio professionale bresciano – si legge nella nota diffusa della Finanza -. In dettaglio, le investigazioni hanno consentito di appurare che il professionista si offriva quale intermediario al fine di pilotare taluni controlli fiscali in corso nei confronti dei propri clienti e garantiva la disponibilità di informazioni riservate esclusivamente agli Uffici finanziari grazie ad una rete di contatti illeciti».
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Nell’ambito dell’inchiesta della procura di Brescia, del pm Donato Greco, in merito a presunti episodi di corruzione di pubblici ufficiali da parte di imprenditori locali per alleggerire controlli fiscali, i quattro militari della Guardia di Finanza coinvolti, il funzionario dell’Agenzia delle Entrate e un imprenditore sono in carcere, mentre per altri tre imprenditori bresciani sono stati disposti gli arresti domiciliari. L’indagine della Guardia di Finanza è nata dopo che erano state riscontrate anomalie nell’attività di una pattuglia che è stata seguita e monitorata e che - riferiscono fonti investigative - «operava in modo infedele». I quattro finanzieri in carcere sono un appuntato e tre ispettori.


