Brescia e Hinterland

«Con un'ambulanza andiamo a prendere Elena e sua mamma»

La Croce Bianca col sostegno di Fondazione Tassara risponde all’Sos dall’Ucraina: «Le porteremo a Brescia»
Elena  viveva da anni a Brescia, è diplomata al Marenzio - © www.giornaledibrescia.it
Elena viveva da anni a Brescia, è diplomata al Marenzio - © www.giornaledibrescia.it

Come il suono dolce di un piccolo mandolino, la storia di Elena Saik e della sua mamma alla ricerca di un riparo dalle bombe, dalle macerie e dai rumori assordanti della guerra ha raggiunto e commosso i cuori dei bresciani. Al punto che un’orchestra di soggetti volenterosi si è messa in moto per aiutarle al più presto: la Croce Bianca della nostra città, con il contributo della Fondazione Tassara, si è resa disponibile ad andarle a prendere al confine Ungheria-Ucraina e a portarle a Brescia, dove Elena abita e dove Roberto, il fidanzato, le sta aspettando. Userà un’ambulanza: la mamma, dirigente d’azienda in pensione, è allettata per le conseguenze di un ictus. La donna ha 68 anni, è originaria della Russia e con la figlia mandolinista diplomata al Conservatorio Marenzio di Brescia è riuscita, dopo mille peripezie, a lasciare la sua città, Sjevjerodonec’k, e la sua casa, rimasta senza corrente, riscaldamento e vetri, e a raggiungere dei parenti nell’Ovest del Paese, a Ivano-Frankivs’k, dove la situazione è meno critica, ma comunque difficile.

Ce l’ha fatta dopo un viaggio di 32 ore, in treno, sulla carrozzina piazzata nello spazio tra due vagoni, perché per loro, e tantissime altre persone, non c’era più posto. Ora ciò che le serve è un luogo tranquillo, caldo e sicuro, lontano da fuochi, sirene e terrore.

L’impegno

Quando Flavio Pasotti, presidente della Fondazione Tassara, e Umberta Salvadego, al timone della Croce Bianca di Brescia, hanno letto sul GdB la storia di Elena non ci hanno pensato due volte: «Andiamo a prenderle», è stata la reazione della presidente. L’idea è di partire nel fine settimana con un’ambulanza: Elena e la mamma, da Ivano-Frankivs’k, dovranno raggiungere il confine con l’Ungheria a bordo di un’ambulanza locale. Lì troveranno la Croce Bianca che le porterà a Brescia. Roberto ed Elena stanno individuando l’organizzazione disponibile, a pagamento, a portare le due donne alla frontiera. «Ci stiamo coordinando - spiega Umberta Salvadego - per definire il luogo e il momento dell’incontro. È un viaggio che la Croce Bianca fa volentieri: il nostro obiettivo è fare tutto il possibile per la popolazione ucraina. In quest’ottica stiamo raccogliendo fondi preziosi e materiale di prima necessità».

Già nei giorni scorsi, ricordiamo, un furgone della Croce Bianca condotto da due volontari ha raggiunto la frontiera per andare a prendere sei bambini e tre mamme e portali a Brescia. Queste missioni, osserva Pasotti, che oltre a guidare la Fondazione Tassara fa parte del cda della Croce Bianca, «dimostrano che esiste la potenza della guerra, ma anche e soprattutto la potenza della solidarietà».

Nell’Orchestra Terroni

Elena - ricordiamo - è nata nel 1981 in Russia da mamma russa e papà ucraino. Ha vissuto in Ucraina, si è diplomata al Conservatorio di Donetsk e, nel 2019, al Marenzio. Suona mandolino, domra e chitarra classica. Insieme all’amica Daria Petrova, si è esibita sulle navi da crociera e ha fatto parte dell’orchestra diretta da Dorina Frati del centro Mauro e Claudio Terroni di Brescia. 

I suoi colleghi musicisti sono in apprensione per lei. Che, a fine 2021, ha lasciato Brescia, dove vive dal 2006, per tornare a Sjevjerodonec’k ad assistere la mamma. Era lì quando è scoppiato l’inferno. Dalla casa, dove è rimasto il loro cane, ora curato dalla badante, le due donne sono riuscite a fuggire, verso Ovest, ma non sono ancora al sicuro. Elena ha portato con sé solo documenti e mandolino. E tanta speranza per un futuro di pace.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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